Malattia invalidante

Sanità, Bausone (M5s): «La Calabria riconosca l’impatto sociale della fibromialgia, serve una legge»

La capolista del Movimento alle elezioni regionali chiede l’esenzione dal ticket e il riconoscimento della malattia in sede di accertamento dell’invalidità, come già avviene in altre parti d’Italia

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di Redazione
28 settembre 2021
13:16
Nel riquadro, Alessia Bausone
Nel riquadro, Alessia Bausone

Riconoscere anche in Calabria, come avviene in altre regioni d’Italia, il diritto dei pazienti affetti da fibromialgia all’esenzione e ammettere la malattia in sede di invalidità. È quanto chiede Alessia Bausone, capolista M5s nella Circoscrizione centro per le imminenti elezioni regionali.

Una richiesta che è innanzitutto un impegno programmatico dell’esponente cinquestelle, secondo la quale «la fibromialgia (un’infiammazione cronica dei tessuti muscolari all’intersezione con le ossa, ndr) è una malattia complessa e debilitante che può compromettere e non di poco la qualità di vita di chi ne è affetto».


«Le diagnosi – continua - sono spesso tardive rispetto all’insorgenza della malattia e richiedono l’intervento di molti specialisti differenti prima di giungere a una diagnosi certa, con costi di salute ed economici sia a carico del paziente, sia a carico della sanità pubblica. Costituisce il 5-7% delle visite nell’ambulatorio del medico di medicina generale e il 10-20% di quelle in ambulatorio reumatologico».

Al fine di inquadrare al meglio l’impatto anche economico della patologia, Bausone ricorda alcuni dati: «È stato stimato che negli ultimi dieci anni, i costi diretti annuali per la fibromialgia sono aumentati considerevolmente (si parla di un costo che va dai 4.500 ai 7.500 euro per paziente). I costi indiretti, ad esempio le conseguenze legate ad una ridotta produttività da parte dei pazienti e dei caregiver, variano, invece, tra 2.000 e 7.000 euro per paziente all’anno. Per non parlare del necessario supporto psicologico, molto spesso sottovalutato nella sua assoluta necessità».

Come accennato, il suo forte impatto sociale ha portato talune Regioni italiane a riconoscere il diritto all’esenzione per patologia ed un riconoscimento della malattia in sede di invalidità.

«Anche in Calabria, nonostante il fardello del commissariamento in ambito sanitario, si può e si deve lottare per questo - continua Bausone -, anche attraverso il pressing rispetto a necessarie iniziative nazionali da prendere, anche nell’ambito della conferenza permanente Stato-Regioni».

Da qui, il suo impegno programmatico, basato sulla promozione di «una apposita normativa regionale che preveda anche campagne informative, divulgative e educative rispetto a tale patologia. «Occorre, inoltre – continua -, un percorso di aggiornamento formativo per i medici di assistenza primaria e per i medici afferenti alle commissioni collegiali per il riconoscimento delle invalidità civili. È necessario, altresì, offrire il supporto necessario alle aziende sanitarie nell’individuazione di percorsi idonei alla corretta diagnosi e alla adeguata presa in carico dei pazienti».

E, infine: «Concludo sottolineando l’importanza del riconoscere il rilevante apporto delle associazioni e del volontariato che si occupano di fibromialgia sul territorio calabrese, valorizzando le loro attività senza scopo di lucro, oltre che la necessaria istituzione di un registro regionale della fibromialgia per la raccolta e l'analisi dei dati clinici e sociali riferiti alla patologia. Le mozioni che la politica regionale ha approvato nel passato non sono state e non sono sufficienti a riconoscere dignità sociale pubblica alle persone che soffrono di fibromialgia e ai loro familiari. Occorre una legge regionale ed occorre farla subito».

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