Consiglio regionale

Sanità Calabria, Azienda zero all’esame della terza commissione prima di ritornare in Aula

La legge voluta dal presidente Occhiuto non è stata impugnata dal Governo che però ha consigliato alcune modifiche. Domani il nuovo testo sarà all’attenzione dell’organismo consiliare che si occuperà anche della situazione sanitaria del Crotonese e del Vibonese. Il caso Sorical in Vigilanza

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di Claudio Labate
21 febbraio 2022
17:55
Palazzo Campanella sede del Consiglio regionale della Calabria
Palazzo Campanella sede del Consiglio regionale della Calabria

Riprende l’attività istituzionale a Palazzo Campanella dove domani riprenderanno le sedute delle varie Commissioni consiliari. Oltre a quella speciale di Vigilanza, convocata dal presidente Francesco Afflitto (M5s) nel primo pomeriggio di domani - per una prima analisi sull’attività procedimentale della liquidazione della Sorical S.p.a – si riunirà anche la Terza Commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative, presieduta da Michele Comito (Fi).

Per il focus sulla Società che governa le risorse idriche calabresi, ormai da dieci anni interessata dalla liquidazione, sono stati invitati nella sede del Consiglio regionale il Commissario liquidatore Cataldo Calabretta e il Dirigente generale reggente del Dipartimento Territorio e tutela dell’Ambiente Gianfranco Comito.


Alle 15:30 sarà la volta della Terza Commissione che all’ordine del giorno della seduta ha previsto le audizioni in merito alla situazione sanitaria della provincia di Crotone e Vibo Valentia. In tal senso sono stati invitati davanti all’organo consiliare le figure apicali delle Aziende Sanitarie Provinciali di Crotone e Vibo, rispettivamente con i Commissari straordinari Domenico Sperlì e Giuseppe Giuliano, i Direttori amministrativi Francesco Masciari ed Elisabetta Rosa Tripodi e i Direttori sanitari Giuseppe Panella e Antonio Talesa.

Ma il piatto forte è previsto con il ritorno in Commissione della legge regionale 15 dicembre 2021, n. 32  che altro non è che l’istituzione dell'ente di governance della sanità regionale calabrese denominato “Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria – Azienda Zero”. La legge infatti è destinata a tornare in aula per subire delle correzioni.

Lo scorso 11 febbraio il Cdm su proposta del ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha esaminato trentadue leggi regionali deliberando di non impugnare né la legge di Istituzione di Azienda Zero, né quella relativa alla nascita dell’Azienda ospedaliera universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro. Da lì l’esultanza tanto del presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, quanto del presidente del Consiglio Filippo Mancuso. Tuttavia, sebbene il Governo abbia condiviso il complessivo impianto normativo, deliberando la non impugnativa, sono arrivati consigli ben precisi di apportare modifiche alla legge, al fine di renderla maggiormente intelligibile ed evitare problemi interpretativi e, quindi, per consentirne una puntuale e piena attuazione.

Si tratta, tra le altre, di norme di salvaguardia in merito all’applicazione della normativa statale nella procedura di nomina e revoca del Direttore Sanitario e del Direttore Amministrativo, in adesione alla richiesta del Ministero della Salute; o all’estensione della composizione del collegio di direzione, fino a una norma di salvaguardia finalizzata a garantire le prerogative spettanti al Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro della sanità calabrese, fino al termine del periodo di commissariamento, nonché a salvaguardare l’applicazione delle norme nazionali ivi indicate.

Il testo all’esame della Commissione reca la firma del presidente Occhiuto che dovrebbe anche essere presente alla seduta, insieme alla Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari, Iole Fantozzi.

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