Sanità

Azienda ospedaliera di Cosenza, Katya Gentile avverte Occhiuto: «De Salazar un disastro»

La consigliera leghista dice che il  commissario straordinario non ha capacità manageriali e si circonda di una pletora di consulenti pagati milioni di euro. Il “consiglio” ad Occhiuto nel giorno delle selezioni per il nuovo dg dell'ospedale

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di Massimo Clausi
11 giugno 2024
20:30

Si è svolta oggi, ad urne ancora “calde”, il colloquio di selezione per individuare il nuovo direttore generale dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza. Grande favorito è il manager romano Vitaliano De Salazar che da tempo ricopre il ruolo di commissario straordinario. Ovviamente l’esito del colloquio ancora non si conosce. Forse per questo il consigliere regionale della Lega, Katya Gentile, ha deciso di mandare un messaggio al presidente/commissario Roberto Occhiuto.

La Gentile, come è nel suo stile, non le manda certo a dire e va giù dritta nel bocciare l’esperienza De Salazar al quale attribuisce un «caratteraccio dispotico e lunatico e non si capisce di quali capacità manageriali disponga, se è vero, com’è vero, che è circondato da una consistente pletora di consulenti, circa una trentina, a loro volta incapaci di tirar fuori qualcosa di buono in ambito sanitario, amministrativo e tecnologico».


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Non si tratta ovviamente di una questione di simpatia o antipatia, la Gentile infatti scrive che «Nell’ospedale hub più grande della Calabria la situazione è ormai drammatica e paradossale (il peggiore ospedale d'Italia.....). Ci si lamenta della carenza di medici in Italia, tuttavia all’Annunziata si continua a fare di tutto per accompagnarli alla porta. I medici vanno via per l’irrazionale e pessima gestione e organizzazione ospedaliera, delle sale operatorie e del personale sanitario. Ai medici vengono difficilmente concessi spazi e strumentazioni, posti letto e personale infermieristico, possono utilizzare le sale operatorie per un solo giorno a settimana e viene continuamente mortificata la loro professionalità e l’autonomia di gestione del reparto da chi, tra l’altro, non ha competenze, modi, né tantomeno una visione prospettica dell’ospedale. Il pronto soccorso, poi, è ridotto ad un lazzaretto.  A poco servirà l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso, frutto del lavoro delle precedenti gestioni, atteso che non c’è il personale sanitario che potrà farlo funzionare».

Altro punto critico di questa gestione, dice la Gentile, è che  «si continua a consentire ad alcuni medici ospedalieri di effettuare visite esclusivamente in regime “privato” di intramoenia o addirittura di extramoenia, a suon di 250 euro a visita. Nessuno si è posto il problema che le condizioni per autorizzare l’attività privata dei medici ospedalieri non ci sono più e che forse sarebbe meglio spendere più ore di servizio in pronto soccorso e nei reparti. È chiaro, quindi, che il capitolo dell’emigrazione sanitaria, che continua a pesare centinaia di milioni di euro all’anno sul bilancio della Regione Calabria, è alimentato da politiche sanitarie sbagliate e inconcludenti come quelle attualmente adottate a Cosenza».

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Nessuna nota positiva, dunque in questa gestione? Per la Gentile decisamente no. «De Salazar continua a decantare in maniera del tutto insulsa e pericolosa i suoi successi, solo apparenti, riferendosi ad esempio al controllo della spesa, che pare trovi la sua panacea nel taglio del 20% della spesa sui farmaci. L’uovo di Colombo lo ha scoperto il tuttologo super consulente, laureato in filosofia, che si accompagna ad uno stuolo di consulenti di non comprovata capacità, anzi, alcuni dei quali neolaureati e alla prima esperienza, pagati complessivamente milioni, si, milioni di euro, con i soldi dei contribuenti calabresi. In questo caso dove sono finiti il Piano di Rientro e la spending review?»

Altra vicenda che cita la leghista è il caso del palazzo, già sede degli uffici del personale, che è stato svuotato per far posto ad un polo ambulatoriale «senza aver fatto nessun tipo di valutazione - dice la Gentile - non tenendo conto della spesa per l’adeguamento dei locali, senza una progettazione, un finanziamento e per di più su un immobile che non è di proprietà dell’ente. Il risultato attuale è uno sperpero dannoso e inutile di risorse economiche per i traslochi, il disagio per i dipendenti che prima erano allocati in due palazzi e ora sono ammassati in uno, con scrivanie a castello ed in locali sanitariamente inadeguati, mentre un’intera palazzina resta abbandonata all’incuria e al degrado da quasi un anno»

«Stante così la situazione, caro Presidente e Commissario ad Acta - conclude la Gentile - ti invito a riflettere attentamente, dalla tua decisione dipendono le sorti della sanità e dell’intera comunità della provincia di Cosenza. Durante la campagna elettorale assicuravi che la sanità sarebbe tornata in mano ai calabresi, e allora non facciamoci illudere dalla sicumera di alcuni personaggi che in Calabria ci sono solo nati e che oggi risultano essere i primi responsabili del peggioramento dell’andamento generale del nostro ospedale. Permettiamo ai calabresi di curarsi nella propria terra».

Insomma le elezioni si sono appena concluse ma nel centrodestra tira già un’aria da resa dei conti su alcuni nodi da tempo irrisolti come quello dell’eccessivo decisionismo del Governatore a danno dei suoi partner di governo.

 

Giornalista
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