Santelli se ci sei batti un colpo, alla Calabria non basta una tarantella

VIDEO | La neo governatrice non si palesa dall’elezione avvenuta 10 giorni fa e aspetta di incontrare Salvini e Meloni per fare la giunta. Ma i calabresi attendono risposte, magari “rock” come quelle promesse

di Enrico De Girolamo
4 febbraio 2020
14:13

Le elezioni regionali sono passate da 10 giorni, e stiamo aspettando. Aspettiamo di sapere se la sanità finalmente cambierà, se le finanze del Corap verranno sanate, se la 106 sarà rimodernata davvero, se la Trasversale delle Serre verrà finita una volta per tutte, se gli aeroporti di Reggio e Crotone verranno rilanciati, se i rifiuti scompariranno ai lati delle strade, se la risorsa turistica riuscirà finalmente a risollevare questa regione.

 

Vogliamo sapere se i turisti potranno sciare sulla Sila senza essere costretti a incrociare le dita per trovare aperto, oppure se si potrà nuotare nel mare calabrese senza essere obbligati a un’approssimativa valutazione cromatica delle acque prima di tuffarsi.

 

Vogliamo sapere se i nostri figli saranno costretti ancora a emigrare o se potranno mai avere una chance di tornare per fare la differenza, se ci saranno pullman e treni a sufficienza, se ci saranno strade sicure e senza buche, gallerie illuminate e attraversamenti pedonali dove oggi la gente viene ancora travolta come birilli.

 

Vogliamo sapere un sacco di cose, e stiamo aspettando. Non confidiamo in soluzioni immediate, perché la bacchetta magica, si sa, non ce l’ha nessuno. Ma vorremmo almeno conoscere la direzione verso la quale ci incamminiamo, per intravedere almeno un bagliore che annunci la fine del tunnel. Sempre che ci sia, una direzione verso la quale andare.

 

Aspettiamo di sapere, ad esempio, quale sarà la squadra di governo, quali saranno i boiardi regionali messi alla porta con le loro clientele, quale saranno i cambiamenti veri. Attendiamo. Ma registriamo che la prima dichiarazione ufficiale della neo governatrice della Calabria Jole Santelli è un elogio ai premi di Sanremo realizzati dall’orafo Michele Affidato. Bravo, bravissimo, ci mancherebbe. Ma, con tutto il rispetto per Sanremo e per Affidato, questo è contorno, condimento, retorica sulle eccellenze calabresi che può stare in bocca a tutti, destra e sinistra, senza differenza.

 

Noi aspettiamo altre parole, perché vogliamo sapere se oltre la tarantella c’è di più. Se c’è un’idea, una visione, un progetto. Vogliamo sapere se quei 449.705 voti sono stati investiti bene. Vogliamo sapere se il 56 per cento degli elettori che è rimasto a casa aveva torto a non andare a votare, se l’era di Olivero è davvero finita o si ricomincerà a traccheggiare, abbozzare, se la maggioranza continuerà a inciuciare con l’opposizione.
Vogliamo sapere se la Calabria è una torta da spartire tra Salvini, Meloni e Berlusconi o è ancora la regione dei calabresi. Perché quella dichiarazione della presidente Santelli, che prima di annunciare la giunta dice di dover interrogare i leader nazionali della coalizione, non l’abbiamo mica capita tanto bene. A chi bisogna chiedere il permesso per governare con i voti dei calabresi?
Dunque, aspettiamo. Ma fate presto, che non c’è più tanto tempo da perdere.


degirolamo@lactv.it

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