Scalea, l'esclusione dalla giunta di Orrico al centro del prossimo consiglio comunale

Il sindaco Gennaro Licursi lo aveva sollevato dall'incarico lo scorso fine ottobre, all'indomani dell'investitura nel partito fondato dal consigliere regionale Orlandino Greco

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di Francesca  Lagatta
21 novembre 2018
19:41

Sui motivi per i quali il sindaco Gennaro Licursi lo avrebbe sollevato dall'incarico di assessore, Eugenio Orrico si era già espresso qualche giorno fa, rompendo il silenzio mantenuto sino ad allora con dichiarazione piuttosto forti. Ma ora l'imprenditore vuole vederci ancora più chiaro e alle illazioni preferisce avere risposte chiare e precise.Così, nelle scorse ore ha presentato un'interrogazione a risposta orale in sede istituzionale, che dovrà essere resa durante il prossimo consiglio comunale, la cui data è ancora in via di definizione.

La cacciata dalla giunta

Quello tra l'ormai ex assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo e il primo cittadino di Scalea sembrava un rapporto indissolubile, consolidatosi quando nella scorsa campagna elettorale per le amministrative, a poche ore dalla chiusura delle liste, Orrico aveva fatto un passo indietro rinunciando alla candidatura a sindaco per confluire nella compagine licursiana, risultata poi vincente.


Ma come un fulmine a ciel sereno, a fine ottobre scorso il sindaco gli aveva tolto le deleghe assessosorili, all'indomani della investitura ufficiale di Orrico nel partito dell'Italia del Meridione, fazione con cui potrebbe concorrere il prossimo gennaio per un posto da consigliere provinciale.

Campagna elettorale al vetriolo

Esattamente dopo cinque giorni di assoluto silenzio, Eugenio Orrico aveva rivelato in un comunicato ufficiale quelli che potrebbero essere i retroscena della vicenda. Secondo il suo racconto, l'ex assessore giorni prima della revoca avrebbe confessato di persona al sindaco la volontà di candidarsi al consiglio provinciale di Cosenza e proprio in quella occasione Licursi lo avrebbe invitato a desistere dall'intento. Il motivo sarebbe da rinvenire nelle medesime intenzioni del primo cittadino, anche lui aspirante consigliere provinciale, ma con un'altra casacca politica.

Ebbene, questo non lederebbe nessuna norma, ma andrebbe a gravare sull'esito finale delle preferenze, in quanto le votazioni per il rinnovo del consiglio provinciale avvengono mediante il voto ponderato dei soli consiglieri comunali e dei sindaci della provincia d'appartenenza. La paura di Licursi, dunque, potrebbe essere quella di portare a casa un risultato poco soddisfacente, proprio per colpa del suo ex assessore, con spartire i voti. Un affronto che pare non aver gradito, punito con il sollevamento dell'incarico dall'organo esecutivo.

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