Sistema socio-assistenziale Calabria, Pitaro: «Regione è la grande assente»

Il consigliere calabrese dopo i raid al Centro di solidarietà: «Risorse scarse e sistema frammentato». Il presidente dell'Ordine: «Dare risposte a famiglie in difficoltà»

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di Redazione
20 giugno 2020
19:29
Francesco Pitaro
Francesco Pitaro

«Le scelleratezze consumate ai danni del Centro Calabrese di Solidarietà possono essere anche l'occasione per evidenziare le criticità operative del Centro, la scarsità di risorse e la difficoltà a operare all'interno di un sistema socio-sanitario frammentato, trascurato e privo di validi riferimenti legislativi e finanziari. La Regione sul fronte caldo del disagio sociale è la grande assente e ciò non è più tollerabile».

Lo ha detto il consigliere regionale Francesco Pitaro (gruppo Misto) incontrando, assieme a Danilo Ferrara, presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, Isa Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, realtà che nei giorni scorsi ha subito l'ennesimo atto vandalico.

 

«È necessario prevedere un sistema finanziario che possa garantire un futuro dignitoso, in forma stabile e continuativa, alle strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie – ha sottolineato Ferrara – ed è inaccettabile che gli operatori del settore, nel dare risposte alle famiglie in difficoltà, debbano trovarsi in situazioni paradossali di confusione e disorientamento. Stanno crollando tutte le certezze: se prima era la Regione a dover ottemperare alle procedure, ora se ne sta lavando le mani scaricando le competenze sui Comuni che a loro volta non hanno risorse umane e strumentali né finanziarie perché la Regione non ha ancora fatto il trasferimento dei fondi. Ci troviamo in un limbo in cui a pagarne le conseguenze sono i bisognosi, il tutto fortemente inasprito dall'emergenza Covid».

 

«Per ciò che concerne la violenza sulle donne – ha sostenuto Pitaro – occorre che maggioranza e opposizione, andando oltre le polemiche di questi giorni, convergano per approvare una legge regionale in grado di costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza più organico, efficiente e capillare, attraverso adeguati stanziamenti nel bilancio regionale e con l'utilizzo di fondi comunitari e che preveda il coinvolgimento dell'Osservatorio sulla violenza di genere del Consiglio regionale in tutti i tavoli dove si programmano gli interventi in questo settore».

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