Statale 106, Abate (Gruppo Misto): «Il silenzio di Stasi mette a rischio i lavori del tratto Sibari-Rossano»

La senatrice punta il dito contro il sindaco della terza città della Calabria: «Dopo due mesi dalla presentazione dell'ipotesi di progetto non si è ancora prodotto alcun atto»

10 giugno 2021
11:21
La senatrice Rosa Silvana Abate
La senatrice Rosa Silvana Abate

Ritardi, ritardi e ancora ritardi. Quando si parla della Ss 106, la parola “ritardi” è all’ordine del giorno. L’accusa, stavolta, è rivolta al sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, reo di immobilismo a detta della senatrice del Gruppo Misto Rosa Silvana Abate. «Sono passati quasi due mesi – afferma in una nota la capogruppo della commissione Questioni regionali e Agricoltura – da quando nella sede del Comune di Corigliano-Rossano è stata presentata ufficialmente l’ipotesi progettuale del nuovo tratto Sibari-Rossano della Statale 106 jonica. L’amministrazione comunale guidata da Flavio Stasi, da allora, avrebbe già dovuto produrre alcuni atti amministrativi per velocizzare le procedure di definizione dell’elaborato definitivo e sciogliere i nodi che il progetto redatto da Anas eventualmente presenta. Da allora nelle stanze del Comune di Corigliano-Rossano, però, è calato un inspiegabile silenzio».

La senatrice ricorda come il tratto in questione, visti i dati, sia uno dei più pericolosi. Non solo. «La questione andava affrontata con estrema urgenza – aggiunge – perché parliamo di un’opera strategica sia per quella che è la terza città della Calabria sia per tutta l’area jonica cosentina. La sua definizione doveva essere messa al centro dell’agenda politica anche in virtù del fatto che tutti i sindaci del circondario stanno producendo i dovuti atti per velocizzare la procedura di costruzione degli altri tratti di strada che attraverseranno il loro territorio di competenza (l’ultimo esempio è arrivato proprio due giorni fa ed è riferito al tratto Catanzaro-Crotone dove i sindaci hanno firmato per velocizzare le pratiche)».


Un iter chiaro, dice la senatrice: «I responsabili Anas hanno illustrato alle amministrazioni il tracciato, lo hanno discusso e i sindaci hanno redatto una serie di delibere al fine di snellire ed accelerare le fasi di realizzazione dell'opera. Anche per il tratto Sibari-Rossano doveva essere così ma mentre a Cassano All’Ionio è stato fatto tutto, al Comune di Corigliano-Rossano ci si è arenati».

Rischio di bloccare tutto

Un ritardo questo, afferma Abate, che rischia di allungare i tempi e finanche di far saltare del tutto i lavori. «Se si continua così c’è il rischio che i fondi tenuti fermi vengano spostati su interventi in altre zone. Trovo inutile che, per giustificare questi ritardi, si dica che il progetto non è mai arrivato sulle scrivanie degli uffici comunali perché non è così. Non si può vanificare il tanto lavoro fatto in questi anni per sbloccare la costruzione di quest’opera. Io stessa mi sono sempre impegnata per portare avanti questo lavoro minuzioso, in sinergia istituzionale, che ora rischia di saltare inspiegabilmente».

L’appello va, dunque, a Stasi affinché «con la propria struttura tecnica decida il da farsi, faccia le sue scelte coinvolgendo anche i cittadini con le modalità che meglio crede e poi vada in consiglio comunale affinché si producano quei documenti ufficiali necessari a far proseguire l’iter della pratica per far partire al più presto i cantieri. Altrimenti dica chiaramente alla cittadinanza il perché di questo stallo. È doveroso ufficializzare anche con relazioni tecniche in quanto la popolazione, che attende la costruzione di questa strada da ormai troppi anni, vuole essere messa a conoscenza se si agisce per gli interessi del territorio o per altri fini».

«Ormai è tempo di agire – conclude –, non ci sono più scuse: l’amministrazione comunale di Corigliano-Rossano dimostri di essere all’altezza di poter governare la terza città della Calabria. La costruzione di questo tratto porterebbe più sicurezza (e quindi meno morti), maggiori e più veloci collegamenti per le aziende sia del comparto turistico che agroalimentare che operano sul territorio e costituirebbe un vero momento di sviluppo per tutta la fascia jonica».

 

 

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