Ad un primo sguardo le suppletive di Reggio Calabria hanno dimostrato che il centrodestra può anche dividersi e ingaggiare una lotta fratricida: il centrosinistra comunque non riesce ad entrare in partita. L’idea di Vannacci di fare da genio guastatore elettorale, ovvero di erodere voti in modo da fare vincere gli avversari e dimostrare che senza di lui il centrodestra perde, è naufragato di fronte al 36,5% di Frank Benedetto. Un risultato ottenuto nonostante il candidato era riuscito a incanalare su di sé tutto il campo progressista, persino Iv di Renzi. Insomma un quadro davvero deprimente per gli elettori di centrosinistra che ormai in Calabria hanno fatto il callo alla sconfitta. Se a questo si aggiunge che il principale partito ha la federazione più grande della Calabria, ovvero Cosenza, commissariata e a Reggio Calabria, città del segretario regionale, è annichilito dallo strapotere elettorale di Cannizzaro c’è da che essere depressi.

Allora ritorna la domanda che abbiamo posto nell’immediatezza del commento elettorale: che fare? da dove ripartire? Non c’è stata al momento una riflessione ufficiale del partito che ha espresso direttamente il candidato. Allora qualche spunto proviamo a darlo noi.

Il voto di Reggio un’indicazione la dà. Benedetto non ha perso dappertutto, ma ha trionfato in alcuni territori. Soprattutto là dove c’erano sindaci e amministratori che si sono spesi in questa difficile battaglia elettorale. L’esempio più evidente è Siderno. Nel centro della Locride, governato praticamente da un monocolore Pd, il sindaco Maria Teresa Fragomeni si è spesa molto in campagna elettorale e i risultati sono arrivati in maniera evidente. Frank Benedetto ottiene 1.696 voti su 2.622 voti validi, pari al 64,68%, risultando primo in tutte le sezioni. Roscioli 564, Giannetta 319, Toscano 43. Numeri che non ammettono repliche e che si sono ripetuti anche in altre aree della zona. A Gioiosa Jonica, ad esempio, il candidato del centrosinistra ha trionfato con oltre il 50% dei voti, Roscioli invece si è fermato al 39% e Giannetta attorno all’8%.

Un discorso a parte merita Locri che è un vero e proprio caso politico. La città è stata a lungo governata per due consiliature dall’attuale assessore regionale Giovanni Calabrese e oggi conta nella giunta Occhiuto anche un altro assessore, Eulalia Micheli. Sembrava quindi una partita persa per il centrosinistra. Invece qui Benedetto ha incredibilmente vinto con il 48,24% dei voti validi. Roscioli si è fermato al 40,19%. Giannetta al 7,60%. Sarà un problema del centrodestra capire cosa non ha funzionato dalle loro parti, limitandoci al perimetro di questa analisi anche qui gli attivisti insieme con i sindaci dei comuni vicini sono riusciti ad entrare evidentemente nella giusta connessione con le persone.

A questo proposito va segnalato anche il dato di Roccella Jonica. Anche qui Benedetto vince con il 44,8%. Roscioli si ferma al 37, Giannetta schizza al 15%. Questo risultato è certamente merito del giovane sindaco Vittorio Zito, a lungo in predicato di essere il candidato che doveva sfidare Roscioli. Lo ha ricordato in una intervista al Riformista un altro candidato mancato, Carmine Fotia, già vicedirettore del tg di La7. Nella sua analisi dice che la sua candidatura, quella di Zito e anche quella di Giusy Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni avrebbero potuto dare segnali di rinnovamento vero alla gente. Noi aggiungiamo anche il sindaco di Siderno Fragomeni che sul campo ha mostrato di avere numeri e passione. Lei, come gli altri due colleghi sindaci, avrebbero potuto rappresentare un buon punto di partenza elettorale dal quale aprire alla società civile e a un nuovo gruppo dirigente del centrosinistra. Invece la nomina di Benedetto è stato un diktat del Pd che nessuno, nemmeno negli alleati, ha avuto la possibilità di discutere. Se ci si vuole scrollare di dosso l’assuefazione alla sconfitta sarebbe ora di cambiare ragionamenti.