Tallini di nuovo contro Tansi: «Per lui il concorso farsa cucito da Oliverio»

Il consigliere regionale butta ancora benzina sul fuoco delle polemiche che vedono al centro il capo della Protezione civile attualmente sospeso

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di Redazione
2 dicembre 2018
12:15
Domenico Tallini e Carlo Tansi
Domenico Tallini e Carlo Tansi

Non si arresta la polemica intorno alla sorte del capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi, al termine del suo mandato ma formalmente sospeso dalle funzioni a causa di un provvedimento disciplinare della durata di 45 giorni.
A gettare nuova benzina sul fuoco e il consigliere regionale Domenico Tallini, che con Tansi ha un conto aperto dopo una serie di durissime dichiarazioni incrociate tra i due.
Tallini punta il dito contro le recenti affermazioni del presidente Mario Oliverio, ed è a lui che si rivolge per sottolineare che «se è così tanto sicuro della riconferma di Carlo Tansi alla Protezione civile, vuol dire che deve avere personalmente visionato in anticipo i curriculum dei partecipanti alla selezione».

 

«Non sarebbe la prima “anomalia” di questo concorso farsa – continua Tallini - . Oliverio, con la complicità di un dirigente arrivato a tale ruolo senza mai essere passato da un concorso, ha infatti scientificamente “fatto fuori” i dirigenti interni che legittimamente aspiravano a dirigere questo delicato settore. In questo caso, i curriculum chilometrici e qualificati sono stati considerati carta igienica! Non abbiamo dubbi che, affidando la guida ad interim della Prociv allo stesso dirigente che ha liquidato i colleghi, Oliverio voglia fare trascorrere i 45 giorni di sospensione comminati a Tansi in modo da potere mantenere ugualmente la sua “promessa”. Non ha capito il presidente che quella macchia non potrà mai essere cancellata».

 

Il consigliere regionale rimprovera poi al presidente di aver «avvalorato la tesi del Tansi secondo cui la sospensione sia avvenuta “ad orologeria”».
«Non si è reso conto Oliverio - spiega Tallini - di avere così infangato l’intera commissione di disciplina e di averne intaccato la credibilità quando dovrà affrontare nuovi casi. Irresponsabile! Il presidente della commissione di disciplina, l’avv. Sergio Tassone, ha dato nei giorni scorsi invece una lezione di stile e correttezza a Oliverio e Tansi. Poiché era lui l’istruttore della selezione esterna per la guida della Prociv, ha rimesso tale mandato nelle mani di Oliverio come conseguenza degli ingiusti attacchi subiti e per respingere ogni sospetto di essere di parte».

 

Tallini torna poi a battere dove il dente maggiormente duole, cioè l’uso dei social network da parte del capo della Prociv.
«La “matematica” sicurezza della riconferma - insiste il consigliere regionale - annunciata qualche ora fa da Oliverio, deve avere ringalluzzito Tansi, che è tornato al suo antico amore, Facebook, con il consueto stile “sobrio e distaccato”. Nel suo ultimo post, teorizza che la Calabria potrà salvarsi solo se si libererà di politici come Tallini ed altri “suoi simili di destra e di sinistra”, di sindacalisti politicizzati e di giornalisti “scuri”. Si tratta di coloro che ostacolano, a suo dire, la “meritata” riconferma. Sono i complottisti che agiscono per fermare un autentico “eroe”, una gloria della Calabria, un uomo che sacrifica la propria vita per la sicurezza di noi calabresi».

 

Insomma guerra aperta senza esclusione di colpi, tanto che Tallini non si fa neppure scrupolo di dare a Tansi dello iettatore.
«Non voglio essere irrispettoso verso le vittime - dice -, ma dovrei sottolineare che mai la Calabria ha avuto tante sciagure da quando è stato nominato il Tansi. Non ci siamo fatti mancare niente, dalle esondazioni alle trombe d’aria. Non è che per caso porti un po' di iella».
Al di là del discutibile sarcasmo, il consigliere regionale torna infine sull’efficacia della Prociv sotto la guida di Tansi, che a suo dire «non è certo un modello di efficienza».

 

«La Protezione civile disegnata dal Tansi - conclude - è solo una palestra per il suo immenso narcisimo, uno strumento per esercitare un potere incontrollato e per “fare politica” con i mezzi della diffamazione e dell’insulto. Quale credibilità può avere una Protezione civile guidata da una persona che passa il suo tempo su Facebook per dileggiare politici, giornalisti e dirigenti regionali? O per diffondere notizie false, come quella che il Consiglio regionale avrebbe bocciato una sua proposta di legge per prevenire il dissesto idro-geologico».

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