Tansi non rompe con de Magistris ma si naviga a vista: «Voglio essere garanzia di cambiamento»

Stringatissimo il commento del leader di Tesoro Calabria dopo il faccia a faccia con il sindaco di Napoli. Scongiurata per ora la separazione ma restano molti gli angoli da smussare

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di Danilo Colacino
15 maggio 2021
13:22
Un precedente incontro tra Tansi e de Magistris
Un precedente incontro tra Tansi e de Magistris

«Voglio rappresentare la garanzia del cambiamento con atteggiamenti corretti e nell’esclusivo interesse della collettività». È una dichiarazione secca e laconica, quella di Carlo Tansi nel commentare l’incontro fiume di ieri con Luigi de Magistris in cui sembrava potesse addirittura sancirsi una clamorosa rottura ad appena tre mesi dalla formazione del Tandem (il gruppo ispirato dai due esponenti del popolo arancione che aveva assunto la denominazione dell’acronimo coniato con le iniziali dei rispettivi cognomi). 

Lo scontro tra Tansi e de Magistris

Il faccia a faccia fra leader della coalizione pareva dunque essere il preludio di una separazione con la sposa Tansi che lasciava il marito de Magistris all’altare, perché convintasi di un matrimonio in cui non poteva esserci un rapporto paritario fra i coniugi. Fuor di metafora, però, entrambi sono davvero arrivati a pochi centimetri, diciamo così, dal… crash definitivo. Uno scontro irrecuperabile e gravido di conseguenze.


L'impegno a proseguire insieme, almeno per ora 

Alla fine, però, ha invece prevalso l’attendismo all’insegna, almeno per adesso, di un reciproco impegno a proseguire insieme. O, quantomeno, a provarci ancora, facendo lo sforzo di continuare il lavoro iniziato a febbraio 2021. Non si può negare, tuttavia, come si navighi a vista in un mare per giunta procelloso, poiché gli spigoli da smussare restano ancora tanti. Comunque sia, Tansi - che in sintesi aveva espresso a mezzo social malumore nei confronti del candidato a governatore della coalizione reo, a suo avviso, di averlo messo da parte - del resto non è e forse non sarà, mai, un politico nel senso più proprio del termine. E va da sé come quindi non ami, e nemmeno comprenda fino in fondo, le liturgie della vecchia - ma sempre in voga - politica-politicante, che nel gergo della materia si sostanziano ad esempio in lunghe interpartitiche et similia da cui poi si arriva a una sintesi dopo magari scontri laceranti.


Questo, però, non vuol dire che non possa discutere in maniera approfondita e reiterata con un alleato come il sindaco di Napoli, il quale come ovvio gode di grande attenzione da parte dei media e non soltanto. Un sistema, quest’ultimo, che chi è stato (e sarà per la restante parte della consiliatura) il primo cittadino di una realtà come Napoli per dieci anni e prim’ancora europarlamentare e Pm esposto in prima linea nella guerra a corruzione e malaffare conosce alla perfezione e sa anche sfruttare. Prospettiva viceversa assai diversa per uno come Tansi, sì abituato a confrontarsi con i giornalisti e gli operatori della comunicazione in generale ma non avvezzo a infilarsi nelle pieghe di un ambito governato da regole molto particolari. Che bisogna padroneggiare per poterne trarre dei vantaggi.

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