Vibo, l'idea del Pd per l’Italcementi: riconvertirla in centrale ad idrogeno

Al via il tour nazionale dei democratici. Incontro e sopralluogo sul dismesso del cementificio. L’idea di sfruttare i finanziamenti del Recovery fund per riconvertire il sito

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di Redazione
22 luglio 2020
19:54

Il sogno di una Calabria industriale non è del tutto tramontato. Non lo è per il Partito democratico, che oggi ha avviato il tour nazionale sulle aree di crisi che in giro per la regione hanno lasciato, spesso, deserto e disoccupazione. Il tour guidato da Carlo Guccione e Marco Miccoli ha preso il via dalla ex Sir di Lamezia Terme ed è proseguito, nel Vibonese, con tappa sul “cimitero” dell’Italcementi.

 

Un sito su cui si vuole puntare con un progetto ben preciso: costruire una centrale di produzione dell’idrogeno. «Il Pd di Vibo e il nazionale - ha spiegato Guccione - chiedono la bonifica del sito, prima di tutto. Per rilanciare l’area industriale di Vibo serve un progetto strategico di transizione energetica utilizzando la produzione di energia pulita come l’idrogeno, il fotovoltaico o il biocombustibile, dove prevedere anche risorse per la ricerca e lo sviluppo coinvolgendo le imprese a partecipazione pubblica attive nel settore energia e transizione ecologica attraverso Eni, Enel, Terna e Snam. È su questa ipotesi che stiamo lavorando come Pd nazionale insieme al Pd di Vibo Valentia. Coinvolgeremo, inoltre, le istituzioni locali, le forze sociali e produttive del territorio. Non mancherà un confronto propedeutico con la società tedesca, proprietaria del sito dell’ex Italcementi. I primi di settembre ritorneremo qui con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano per inserire tale progetto come strategico di valenza nazionale e avviare concretamente le procedure di investimento».

 

Il punto su proposte e idee è stato fatto nel corso di un incontro pubblico all’hotel Cala del porto, organizzato dal circolo cittadino guidato da Francesco Colelli ed al quale ha partecipato anche la coordinatrice regionale delle donne del Pd, Teresa Esposito. L’attenzione si è concentrata inoltre sull’accordo sul Recovery Fund: 209 miliardi di euro saranno destinati all’Italia. «Le risorse, dunque, non mancano - ha sottolineato Guccione - bisogna dare priorità ai progetti, essere meno chiacchieroni e più concreti. Non dimentichiamo, tra l’altro, che il 30 per cento delle risorse saranno destinate alla transizione green. Su questo si cimenterà una classe dirigente capace e che dimostrerà di saper realizzare processi di investimento e sviluppo del proprio territorio».

 

Dello stesso avviso Marco Miccoli, responsabile nazionale del dipartimento Lavoro del Pd. Nel paradosso tutto calabrese, che per anni ha visto tornare indietro i milioni della comunità europea per mancanza di progetti, quel che serve è un cambio di passo da parte della classe dirigente. Ne è convinto Miccoli: «Stavolta non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione di una riconversione o una implementazione di queste aree industriali. Ci sono i fondi, spetta a noi saperli utilizzare tramite tutti gli strumenti a disposizione. Se non saremo bravi a presentare i progetti validi, e in tempi accettabili, non avremo scuse. La responsabilità sarà la nostra. Ma il governo è vicino a questo territorio, e vuole dimostrarlo con i fatti».

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