L’ordinanza

Vibo Valentia, la strada inaugurata un mese fa è già interdetta al traffico

VIDEO | Il Comune si è accorto che l'arteria che collega il centro alla marina, annunciata in pompa magna alla presenza di Mangialavori, Pitaro e Gallo, è pericolosa: possono percorrerla solo i proprietari di case e terreni  

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di Agostino Pantano
21 agosto 2021
14:20

Inaugurata in pompa magna, con tanto di annunci roboanti, la strada che collega il centro di Vibo Valentia e la marina è già interdetta al traffico perché pericolosa. Poco più di un mese e già l’arteria, presentata come snodo nevralgico anche per potenziare “l’offerta turistica di Vibo capitale italia del libro”, è tornata quella che era prima dell’evento di inaugurazione voluto dal sindaco Maria Limardo in grande stile: una via interpoderale che, giusta ordinanza sopraggiunta, può essere percorsa solo dai proprietari dei fondi e delle case.

Poco meno di 300mila euro, per quasi 4 km nella zona compresa tra i quartieri Cancello rosso e Candrilli, numeri che sembravano positivi e che per il taglio del nastro avevano fatto arrivare in città l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ricevuti dal senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, e dal consigliere regionale Vito Pitaro.


«Ho dovuto pulire io stesso i pozzetti», dice un agricoltore che si lamenta dei lavori incompleti. Nell’ordinanza con cui il Comando dei vigili urbani ha dovuto interdire il traffico, ponendo come limite di velocità 20km orari, si fa riferimento alle situazioni di pericolo dovute alla carreggiata troppo stretta e in pendenza, ai tornanti che impediscono a due auto di attraversarla contemporaneamente.

«Il navigatore mi ha mandato su questa strada – dice un turista che guida un furgone con la famiglia a bordo ed è diretto a Tropea – e ho perso parecchio tempo perché la discesa è pericolosa». Addio sogni di sviluppo turistico, la strada – secondo quanto riferito dal Comune – non può essere allargata stante l’indisponibilità di alcuni proprietari di cedere il terreno senza esproprio. «E il Comune ci doveva pensare prima», dice un agricoltore.

Giornalista
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