Vono (Iv): «La Calabria zona rossa è contro ogni logica. Conte dia risposte»

La senatrice di Italia viva promette battaglia: «La situazione dei contagi è sotto controllo. Ben il 95% dei positivi è asintomatico»

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di Redazione
5 novembre 2020
19:00
Iv, la senatrice Silvia Vono
Iv, la senatrice Silvia Vono

Anche la senatrice di Italia viva, Silvia Vono commenta la chiusura della Calabria decisa dal governo Conte. In una nota, l’esponente Iv scrive: «La Calabria zona rossa è contro ogni logica. Lavorerò in Parlamento, e proporrò ogni provvedimento a mia disposizione, come parlamentare di maggioranza, con il supporto del mio partito e chiedendo quello anche di tutti i parlamentari calabresi, perché ogni decisione sia nella direzione di vantaggio per la nostra regione e non dettata da logiche politiche e partitiche che non riflettono la mia idea di politica che è quella di dovere morale e atto d’amore per dirla come don Luigi Sturzo, un apostolato sociale da cui deriva il senso della responsabilità morale e della solidarietà sociale».

I dati, a giudizio della Vono parlano chiaro: «Alla realtà scientifica che attesta chiaramente una situazione epidemiologica sotto controllo e un contagio contenuto direttamente controllabile dal sito della Protezione civile della Regione Calabria che indica oggi  su 2 milioni di abitanti meno di 4000 positivi e, per di più, per il 95% asintomatici che quindi non necessitano di alcun ricovero ospedaliero ma già in isolamento nelle proprie dimore, un numero di tamponi positivi su quelli effettuati ben al di sotto della media nazionale del 16% e, 11 posti di terapia intensiva occupati su molti più di 100 disponibili con un livello cd di saturazione del 5%, fa da contraltare la realtà politica che emana decreti ordinanze di dichiarazione della Calabria come zona rossa».


Pertanto «È arrivato il momento che, ufficialmente, il ministro Speranza e il presidente Conte diano le risposte che i calabresi si attendono – aggiunge - non solo riguardo al mondo sanitario ma al mondo produttivo tutto che, dopo il sacrificio dei mesi precedenti, si trova in una condizione che forse nessun ristoro potrà risanare. Lo chiederò ufficialmente, con gli atti dovuti, in Parlamento, luogo democratico per eccellenza che da qualche tempo sembra aver perso il suo vigore malgrado i richiami accorati del presidente Mattarella e le criticità fatte emergere da Italia Viva ai tavoli di Governo. Dietro la questione e i polveroni sollevati dall’inserimento della Calabria nelle zone rosse, quasi a fare da pendant, come unica zona rossa del Sud, con le zone del Nord, si è pensato, all’immediata scadenza del decreto Calabria, che, fin da subito ho contrastato non votando il provvedimento, osannato da alcuni parlamentari e ora ignobilmente rinnegato, ma che ha creato ulteriori danni alla nostra Regione anche perché, nelle parti in cui poteva essere sufficiente non è stato attuato, di proseguire, in modo incomprensibile, il fallimentare commissariamento che, proprio ai sensi del nuovo art.6 del decreto cd. di rilancio della sanità dovrebbe essere dichiarato decaduto per non aver raggiunto gli obiettivi prefissati ma – conclude -  alla decadenza e lo proporrò come modifica alla norma, dev’essere aggiunto il richiamo alle responsabilità derivanti dagli onori con i relativi oneri che fino ad oggi ricadono solo sulle nostre spalle».

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