Albert Sabin, lo scienziato che scoprì il vaccino contro la poliomielite e morì povero

Nacque in Polonia il 26 agosto 1906 e all'età di 15 anni partì con la famiglia per gli Stati Uniti. Non guadagnò un dollaro dalla sua scoperta perché volle che fosse libero e accessibile a tutti

di Franco Laratta
27 agosto 2021
20:24
Nel riquadro Albert Sabin
Nel riquadro Albert Sabin

Proprio di questi giorni nasceva Albert Sabin. Esattamente il 26 agosto 1906 in Polonia. Aveva 15 anni quando con la famiglia partì per gli Stati Uniti. Il padre Jacob era artigiano, e lasciò la Polonia a causa della crescente ostilità contro gli ebrei che si diffondeva rapidamente in tutta Europa. Forse pochi sanno che Sabin è il virologo che mise a punto il vaccino orale contro la poliomielite.

Prima di metterlo a disposizione di tutti lo testò su 10 mila scimmie e 160 scimpanzé. Non contento lo testò anche su sé stesso e perfino sulle figlie. La cosa più importante, e che oggi appare del tutto incredibile, è che Sabin non hai mai voluto brevettare il suo vaccino. Che pure era tanto atteso nel mondo. Ma lui volle che fosse libero e accessibile a tutti. E così fu.


Albert Sabin morì in miseria. Ma salvò il mondo (e non sembri un’esagerazione). «È il mio regalo a tutti i bambini del mondo», affermò. Ma il mondo non gli fu mai veramente riconoscente. Tantomeno la scienza, le istituzioni internazionali. Infatti non vinse mai il Premio Nobel per la Medicina! Sabin non appena laureato, approfondì lo studio delle malattie infettive. Aveva fretta ci capire perché la poliomielite faceva veramente paura. In poco tempo diventò una piaga.

La malattia virale aveva paralizzato nei primi anni ‘50 oltre 28mila bambini. Diverse migliaia le vittime. Colpiti gli USA, l’Europa e la stessa Italia con oltre 8mila morti nel solo 1958. Sabin, e scienziato rigoroso e intransigente, mise finalmente a punto un vaccino che si basava su ceppi indeboliti e che andava somministrato per via orale. Si vaccinarono milioni di bambini in tutto il mondo. L’ultimo caso di poliomielite negli Usa risale al 1979, in Italia al 1982.

«Il vaccino di Sabin – si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità – somministrato fino ad anni recenti anche in Italia, ha permesso di eradicare la poliomielite in Europa e a livello mondiale». Sabin non guadagnò un dollaro dalla sua scoperta.

All’epoca non si registrarono contestazioni contro il vaccino, non si vedevano in giro no-vax, le mamme andarono di corsa con i figli per dare loro la zolletta. Il vaccino, dicevamo, era orale. Bastava una zolletta sulla lingua ed era fatta. Altri tempi, altre vicende, altri personaggi che hanno segnato la storia.

(La poliomielite è una grave malattia infettiva. Invade in poche ore il sistema nervoso, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. In generale, la polio ha effetti più devastanti sui muscoli delle gambe che su quelli della braccia. Le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide, una condizione nota come paralisi flaccida. In casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare tetraplegico. Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola).

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