Corigliano Rossano, fuga di infermieri dal polo Covid: avviata indagine interna

Incontro questa mattina alla presenza dei vertici sanitari, primari e tecnici. Prossimo l’avvio di alcuni lavori nel presidio ospedaliero di Rossano

di Matteo Lauria
12 luglio 2021
16:18

Personale e divisioni al centro di un vertice terminato poche ore fa tra il direttore sanitario Martino Rizzo, il direttore dell’ospedale spoke di Corigliano Rossano Pierluigi Carino, il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi, primari e tecnici dell’Asp di Cosenza. Al centro dell’incontro gli interventi da effettuare all’interno dei presidi sanitari di Corigliano e di Rossano e la gestione dei sanitari. Sono stati assunti alcuni dati importanti dal direttore Rizzo in materia di personale: una delle questioni che desta perplessità è il numero di infermieri inviati al Polo Covid che da 30 sono rimasti 10, dei 20 mancanti all’appello non si ha più traccia. È in atto un lavoro di monitoraggio al fine di meglio comprendere la dotazione in organico. Tra le problematiche sollevate la questione dei pronto soccorso: da risistemare quello di Rossano con nuovi e più ampi spazi, mentre i lavori di restyling del presidio di Corigliano sono già iniziati.

Per quanto attiene il personale, secondo quanto trapela, molte disenergie sono attribuibili all’eccessiva litigiosità presente tra i camici bianchi. L’ortopedia sarà trasferita provvisoriamente al primo piano del “Nicola Giannettasio” al fine di consentire i lavori in corso di svolgimento nel presidio. Il servizio del 118 poi dovrebbe essere spostato nella palazzina antistante l’ospedale ma per problemi legati agli allacci telefonici si registrano ritardi.


Intanto si sta lavorando all’idea di destinare un’ala del Polo Covid ai degenti che hanno bisogno della riabilitazione. Attualmente la divisione ospita 8 pazienti Covid ricoverati. I lavori dell’Utic (unità terapia intensiva e coronarica) riprenderanno nei prossimi giorni. Il tema dell’area medica (Corigliano) e dell’area chirurgica (Rossano) è stato posticipato ad altra fase. È questione che si conferma articolata e complessa non solo perché è suscettibile di polemiche e di campanili, ma anche e soprattutto per il fatto che sono già stati effettuati degli investimenti sia nell’uno sia nell’altro presidio e poiché è in fase di costruzione il nuovo ospedale della Sibaritide, eventuali spostamenti verrebbero vissuti come uno sperpero di denaro pubblico.

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