Cosenza, all'ospedale militare prime vaccinazioni agli over 70

VIDEO | Tempi record di prenotazione per i primi soggetti ammessi al punto di somministrazione gestito dall'esercito. Disagi per gli utenti fragili: l'incompatibilità con AstraZeneca viene certificata solo una volta giunti nella sede di vaccinazione

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di Salvatore Bruno
11 aprile 2021
12:33

L'implementazione sulla piattaforma informatica del punto vaccini di Vaglio Lise a Cosenza, gestito dall'esercito, ha consentito di ampliare in maniera significativa l'agenda delle prenotazioni, adesso allargata anche ai settantenni.

Cinquecento vaccini al giorno

Nella tensostruttura militare si stima la possibilità di poter praticare circa 500 iniezioni al giorno. Questo dovrebbe consentire di imprimere un'accelerazione alla campagna di prevenzione ma anche di accorciare le distanze e le tempistiche. Appena si è avuta notizia della novità, il sistema è stato preso d’assalto e le date disponibili sono andate rapidamente esaurite. Era la sera di venerdì 9 aprile. I più tempestivi hanno ottenuto una prenotazione pressoché immediata, per il pomeriggio del giorno successivo, ovvero quello di ieri, sabato 10 aprile.


Chi primo arriva, male alloggia

E infatti ieri pomeriggio, davanti l’ingresso del presidio, c’era una lunga coda di auto. Il sistema adottato, per evitare assembramenti, è infatti quello del drive-in. Quando gli utenti giungono in prossimità dell’ingresso, ricevono un biglietto con un numero dal personale militare e vengono invitati a scendere dall’auto. Dopo pochi minuti poi, possono entrare per l’iniezione. Chi ieri ha ricevuto la prima dose ha di fatto scavalcato migliaia di persone che si erano prenotate sulla piattaforma nei giorni precedenti, accettando date più lontane nel tempo, e magari anche centri vaccinali distanti dal proprio luogo di residenza. Insomma, in questa complessa organizzazione, il chi primo arriva meglio alloggia non è efficace.

Disagi per i soggetti fragili

Non mancano tuttavia i problemi, soprattutto per chi è affetto da patologie. Alla categoria dei settantenni viene somministrato il farmaco Astrazeneca. E chi soffre di particolari comorbilità incompatibili con il prodotto anglo-svedese, rischia di viaggiare a vuoto. Perché in molti casi, le segnalazioni al nostro network sono in questo senso abbondanti, la piattaforma non riconosce i soggetti cosiddetti fragili o vulnerabili, nonostante questi godano di codici di esenzione, e prenota il vaccino tenendo conto esclusivamente dell’età. Per cui, l’utente scopre di non poter ricevere la propria dose solo quando si siede davanti al medico vaccinatore.

L’opzione del numero verde

I soggetti fragili possono eventualmente avvalersi, per la prenotazione, dell’assistenza di un operatore del call center nazionale di Poste Italiane, dedicato al servizio. Bisogna chiamare il numero verde 800.009.966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18, escluso giorni festivi. Anche qui però si può incorrere in qualche disservizio, come nel caso di un anziano di Cosenza, malato di Parkinson, spedito per il vaccino a Scicli, in provincia di Ragusa, il giorno di Pasquetta. L’uomo ha poi rinunciato. In virtù della patologia di cui soffre, dovrebbe essere a breve sottoposto alla somministrazione direttamente all’Hub dell’Annunziata dove è in cura.

Errore di digitazione?

La singolare vicenda ha travalicato i confini della Calabria, approdando su diverse testate giornalistiche nazionali. Per quale motivo l’operatore abbia prenotato il vaccino a Scicli rimane un mistero, giacché è acclarato che nel medesimo periodo erano certamente disponibili date nei centri di Gioia Tauro e Melito Porto Salvo. Non dietro l’angolo ma neppure oltre lo Stretto. L’unica spiegazione plausibile è che per un errore, nel digitare il Codice di Avviamento Postale richiesto dal sistema, l'addetto del call center abbia inserito il cap di Ragusa, 97100, invece di quello di Cosenza, 87100. E non conoscendo la geografia, abbia pensato che Scicli si trovasse nelle immediate vicinanze del capoluogo bruzio e non in Sicilia, a ben 420 chilometri di distanza.

Giornalista
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