Covid, così l’Esercito porta i vaccini a domicilio a chi non può muoversi da casa

INTERVISTA | Trenta dosi al giorno negli angoli più remoti della Calabria, per anziani allettati e persone con disabilità motoria. Attività in corso in provincia di Cosenza e nel Reggino

di Salvatore Bruno
3 maggio 2021
13:05
Il team sanitario dell’esercito impegnato nelle vaccinazioni a domicilio
Il team sanitario dell’esercito impegnato nelle vaccinazioni a domicilio

L'attività itinerante dell'esercito porta il vaccino contro il Covid nei luoghi più remoti della Calabria, regione geograficamente complessa sul piano orografico, punteggiata di frazioni periferiche ed abitazioni isolate.

A casa di chi non può muoversi

Per gli anziani allettati e le persone con disabilità motorie raggiungere il centro di somministrazione più vicino può rappresentare una impresa impossibile. Sono allora i militari a recarsi a domicilio per praticare le iniezioni. Il team sanitario mobile, inviato dal generale Francesco Figliuolo, composto dall'ufficiale medico Federica Ranieri e da due ufficiali infermieri, opera dal 19 aprile scorso in sinergia con la Protezione Civile e le Aziende Sanitarie territoriali.


Anche caregiver e familiari

L'obiettivo è quello di allargare la campagna di prevenzione a chi non può muoversi da casa e di creargli intorno un cordone di sicurezza, attraverso la somministrazione del vaccino a caregiver e familiari conviventi. L'elenco degli aventi diritto viene compilato sulla base delle richieste pervenute tramite piattaforma. Si è cominciato dalla provincia di Cosenza. Adesso il team militare si è spostato nel Reggino ma nel territorio bruzio il servizio continua grazie all'equipe dell'Asp coordinata dal dottor Sisto Milito.

Le difficoltà logistiche

La catena del freddo è assicurata da frigoriferi portatili. Il team è dotato di strumenti per la rianimazione. Andare da una casa all'altra assorbe molto tempo per cui il giro può concludersi anche oltre le 22. «Dal punto di vista logistico - spiega il medico militare Federica Ranieri - il problema principale sono proprio le distanze. Siamo comunque riusciti a garantire una media di trenta vaccini al giorno». Ecco l'intervista

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