Emergenza pandemia

Covid, in Calabria aumentano i casi (+5,3%) ma i ricoveri restano sotto soglia critica: il report di Gimbe

I dati presenti nel monitoraggio settimanale della Fondazione indipendente evidenziano una situazione in peggioramento in tutto il Paese: «È opportuno che le nuove misure previste dal Governo entrino in vigore in tutte le regioni»

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di Redazione
25 novembre 2021
12:35

Nella settimana 17-23 novembre, in Calabria, la Fondazione Gimbe ha registrato una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (198) evidenziando un aumento dei nuovi casi (5,3%) rispetto alla settimana precedente. Restano sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (12%) e in terapia intensiva (7%) occupati da pazienti Covid 19. Per quanto riguarda i nuovi casi per 100.000 abitanti dell'ultima settimana, a livello provinciale, sono così suddivisi: Reggio Calabria 106, Vibo Valentia 88, Crotone 47, Cosenza 44, Catanzaro 35.

Secondo i dati, la popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 71% (media Italia 76,7%) a cui aggiungere un ulteriore 2,5% (media Italia 2,5%) solo con prima dose; il tasso di copertura vaccinale con dose booster è del 20,6% (media Italia 29,1%); il tasso di copertura vaccinale con dose aggiuntiva è del 60,5% (media Italia 85,3%). 


Il dato nazionale

Per la quinta settimana consecutiva aumentano a livello nazionale i nuovi casi settimanali (+27%) con una media giornaliera più che quadruplicata se si confrontano i 2.456 contagi che si registravano il 15 ottobre con i 9.866 registrati il 23 novembre. L'aumento interessa, con ampie variazioni, tutte le regioni salvo la Basilicata e trascina verso l'alto le curve sul fronte ospedaliero: i ricoveri con sintomi crescono del 15,8% (4.597 rispetto a 3.970) e le terapie intensive del 16,4% (560 rispetto a 481).

In 18 Province si contano oltre 150 casi Covid per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160).

Sono stabili a 127 mila, nell'ultima settimana, le prime dosi di vaccino somministrate, «un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi». Riprendono, invece, le forniture di vaccini. Mentre sono in lieve aumento ma in «netto ritardo» le somministrazioni dei richiami: «Per coprire le persone chiamate a fare la terza dose entro il 31 dicembre, ovvero 22,6 milioni, il ritmo dovrebbe salire a 600.000 somministrazioni al giorno».

«Quando l'incidenza supera i 150 casi per 100mila abitanti - commenta Nino Cartabellotta, presidente Gimbe - gli amministratori devono decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione». Senza entrare nel merito della 'composizione' del pacchetto delle nuove misure previste dal Governo per far fronte all'aumento dei contagi da Sars-Cov-2, «è bene tenere a mente le lezioni imparate in 20 mesi di pandemia», ricorda il presidente Gimbe. Innanzitutto, spiega, «così come l'allentamento delle misure restrittive deve essere graduale, la loro re-introduzione deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus».

In secondo luogo, aggiunge Cartabellotta, «è opportuno che le misure entrino in vigore in tutte le Regioni perché le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l'assistenza ospedaliera per i malati non Covid e di aumentare la mortalità per quelli Covid».

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