Ospedale di Lamezia, il comitato: «Basta, il ministro Grillo venga qui»

VIDEO | I membri del Coordinamento Sanità 19 marzo invocano la riapertura di alcuni dei reparti chiusi da Scura e la nascita di nuove ed importanti unità, oltre che maggiore sicurezza per gli operatori

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di Tiziana Bagnato
6 febbraio 2019
12:34

Non molla la presa il Coordinamento Sanità 19 marzo che continua non solo a monitorare giornalmente la situazione del Giovanni Paolo II ma che per la terza volta si è rivolto al ministro alla Salute Giulia Grillo chiedendole di venire in Calabria e toccare con mano come un presidio nevralgico come quello lametino stia perdendo pezzi.

 

A partire dal personale, ridotto all’osso. Manca anche un adeguato sistema di sicurezza per gli operatori, ci spiegano. Soltanto poche notti fa la sala d’aspetto del pronto soccorso è stata teatro di tafferugli finiti con la rottura del vetro dell’accoglienza. Il tutto mentre c’erano solo tre infermieri rispetto ai cinque previsti e la polizia non è più presente dalle 20 di sera in poi.

 

C’è poi il Csm. Il Centro di sanità mentale dovrebbe essere trasferito nella sede del Dipartimento di prevenzione ma da mesi le promesse cadono nel vuoto con date di inaugurazione che slittano una dopo l’altra.

 

Ma tante sono le questioni ancora irrisolte e che vanno a comporre la corposa piattaforma di rivendicazione del Coordinamento. Come la riapertura della Tin, la Terapia intensiva neonatale, avvalorata, spiega il Comitato, dalle difficoltà riscontrate a Catanzaro. C’è poi la necessità di aprire l’emodinamica a supporto del reparto di Cardiologia e ancora molto lavoro rimane da fare sui Lea.

Giornalista
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