L’emergenza

Medici in fuga dall’ospedale di Crotone, i sindacati: «Piazza poco appetibile e troppi disagi»

VIDEO | Secondo l'esponente Cisl, Tallarico «ogni professionista, oltre alla legittima retribuzione, cerca anche una gratificazione professionale che qui non riesce a ottenere». Mancano anche unità amministrative

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di Francesca Caiazzo
3 dicembre 2021
23:00

«Da anni, l’ospedale di Crotone vive una situazione di disagio generalizzato, dovuto principalmente al ridimensionamento dei servizi, in seguito alla riclassificazione in struttura Spoke, ma ciò che resta dovrebbe funzionare al meglio e per farlo, una struttura sanitaria ha bisogno di organizzazione di lavoro, di risorse umane e strumentali. Riteniamo che a Crotone, un’organizzazione che consente di rispondere con puntualità alle esigenze dei cittadini, in questo momento non c’è». Lo sostiene Luigi Tallarico, reggente della Funzione pubblica Cisl Magna Grecia, intervistato sulle attuali condizioni del nosocomio pitagorico.

«Paghiamo anche lo scotto di una scarsa risposta alle esigenze che provengono dal territorio. Da tempo sosteniamo l’importanza della medicina territoriale, che non funziona nel nostro territorio, ma neanche in Calabria» aggiunge, sostenendo che se venissero date adeguate risposte sui territorio, lavorerebbe meglio anche il Pronto soccorso, tra l’altro in attesa dell’avvio dei lavori di potenziamento strutturale.


Ospedale Crotone, mancano i primari

Il sindacalista ricorda, poi, che sono diversi i reparti senza primario al San Giovanni di Dio «perché man mano che sono andati in pensione, non sono stati sostituiti». Eppure, sottolinea, si tratta di figure importanti, in grado di dare slancio alle unità operative. Per Tallarico, «l’ospedale di Crotone è diventato una piazza poco appetibile per il personale sanitario. Ogni professionista, medico e o infermiere, cerca, oltre alla legittima retribuzione che comunque è garantita, anche una gratificazione professionale che qui non riesce a ottenere, proprio per le problematiche organizzative e strutturali».

Ospedale Crotone, carenza di personale amministrativo

La carenza di personale, già denunciata da diverse associazioni, riguarda anche l’area amministrativa: «Sulla carta, gli addetti sembrano in numero sufficiente, ma poi tutti gli uffici lamentano questa carenza». Prova lampante, quanto succede in questi giorni al laboratorio analisi: «La carenza di addetti all’accettazione, che non viene fatta al Cup ma direttamente in sala prelievi, non consente di soddisfare le esigenze oltre un certo numero di utenti che devono fare gli esami. Numeri che si potrebbero aumentare con l’aggiunta di qualche unità amministrativa. Noi il problema l’abbiamo già sollevato e speriamo che venga risolto».

Tallarico, tra l’altro, sottolinea come puntualmente a fine anno, l’utenza del laboratorio analisi dell’ospedale di Crotone aumenta perché «i laboratori privati finiscono il budget assegnato». Quindi, «problemi risolvibili con poco, si enfatizzano perché non si trova una soluzione preventivamente».

Il sindacalista non imputa però tutte le colpe all’azienda sanitaria provinciale che «se pur volesse procedere all’assunzione di unità amministrative, dovrebbe ottenere l’autorizzazione, essendo la sanità calabrese in regime di commissariamento. Noi, come sindacato abbiamo interlocuzioni quotidiane con i vertici aziendali, ascoltano sempre le nostre proposte, ma i problemi non sempre vengono risolti. Però ci siamo resi conto che non tutto è risolvibile e non tutto dipende da loro».

Crotone e l'emergenza Covid

Intanto, siamo ancora in emergenza pandemica. La pressione su molti ospedali calabresi sta aumentando e, sebbene al momento al San Giovanni di Dio ci siano solo tre ricoverati per Covid, la situazione potrebbe peggiorare anche da queste parti. Secondo Tallarico, l’Asp «compatibilmente con le norme e i finanziamenti, ha assunto personale infermieristico e operatori socio-sanitari a tempo determinato, dunque una reale emergenza da questo punto di vista non ci sarebbe». Per il sindacalista, il lavoro fatto dall’azienda sanitaria fin dall’inizio dell’emergenza Covid «è stato encomiabile», ma oggi andrebbe fatta «una verifica per attrezzarci e non farci cogliere di sorpresa, soprattutto per quanto riguarda il personale medico».

Tuttavia, servirebbe anche una «rivisitazione sul fronte infermieri e Oss, perché nel frattempo ci sono stati trasferimenti e potrebbero esserci lacune, che però sono più facilmente colmabili, perché l’azienda ha pubblicato un avviso per personale infermieristico e operatori socio sanitari. Se dovesse esserci un’emergenza, si potrà attingere da queste graduatorie, che saranno disponibili a breve, in quanto verranno stilate solo per titoli. La difficoltà vera sarebbe reperire personale medico, una categoria che si fa più fatica a trovare disponibile».

Giornalista
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