La Sentenza

Sanità Calabria, resta intatto il commissariamento ma la Consulta bacchetta il Governo

VIDEO | La Corte Costituzionale ha dichiarato viziati da illegittimità due articoli del decreto Calabria bis. L'avvocato Gualtieri presidente della Camera amministrativa: «L'istituto non viene intaccato ma lo Stato dovrebbe offrire gli strumenti per un superamento»

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di Luana  Costa
23 luglio 2021
19:43

«Ci troviamo dinnanzi ad una sentenza programmatica che però in nulla intacca l'istituto del commissariamento nelle regioni poste in piano di rientro sanitario dal momento che gli articoli che riguardano la nomina e l'organizzazione della struttura commissariale vengono dichiarati inammissibili o infondati». Così commenta l'odierna sentenza della Corte Costituzionale l'avvocato, Alfredo Gualtieri, presidente della Camera amministrativa di Catanzaro, Crotone, Cosenza e Vibo Valentia.

La sentenza

Questa mattina la Consulta ha infatti esaminato il ricorso proposto dalla Cittadella che lo scorso dicembre aveva impugnato il decreto Calabria bis che, nei fatti, esautora la Regione dalla gestione della sanità in Calabria, dichiarando incostituzionali l'articolo 1, comma 2 e l'articolo 6, comma 2 del decreto legge 150/2020, convertito con modificazioni nella legge 181/2020. 


Incostituzionali

«La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 2 che riguarda la messa a disposizione da parte della Regione Calabria di personale e uffici al commissario ad acta - specifica il professionista - rilevando come, al contrario, dovrebbe essere lo Stato a supportare l'azione del commissario evitando quella commistione con gli uffici regionali che hanno indotto il Governo ad applicare i poteri sostitutivi. In estrema sintesi, si sostiene che l'adozione dei poteri sostitutivi debba essere piena o rischia di diventare inutile. Inoltre, si dichara incostituzionale l'articolo 6, comma 2 che condiziona l'erogazione di somme aggiuntive in favore della Calabria alla presentazione e approvazione del programma operativo di prosecuzione del piano di rientro per il periodo 2022/2023. In tal modo, si gettano le basi per mantenere il commissariamento fino al 2023, senza porre le condizioni di un suo reale superamento».

Integrazioni

«La legge dovrà necessariamente essere integrata alla luce degli articoli cassati dalla Corte Costituzionale - prosegue nel commento l'avvocato Alfredo Gualtieri - ma limitatamente ai due articoli menzionati. Resta fermo che l'intero impianto e l'istituto del commissariamento non subiscono modifiche in conseguenza dell'odierna pronuncia. Quel che è certo sono però le nette indicazioni provenute dalla Consulta quando, ad esempio, si chiarisce che una Regione non può rimanere commissariata per un tempo indefinito. In tal senso, la Calabria viene dichiarata una anomalia nel panorama nazionale, in quanto da diversi anni la figura del commissario non coincide con il presidente di Regione e ciò alimenta e crea ulteriori conflitti nel rapporto tra Stato e Regione. Sebbene però l'istituto del commissariamento non venga intaccato dalla sentenza, la Corte Costituzionale fornisce una chiara indicazione in direzione di un superamento del commissariamento, affinchè insomma venga al più presto a cessare».

Giornalista
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