Sanità: oltre 200mila calabresi hanno rinunciato a curarsi

Trentino, Lombardia e Lazio sul podio. Calabria ultima. É il quadro allarmante che emerge dall’IPS, l’Indice di Performance Sanitaria realizzato dall’Istituto Demoskopika

di Redazione
29 dicembre 2015
12:56

Sette realtà regionali “sane”, cinque “influenzate” e otto “malate”. È questo il quadro che emerge dalla mappatura sull’efficienza sanitaria nelle regioni italiane ideato dall’Istituto Demoskopika. In testa alla classifica, con il più alto indice di performance, si collocano il Trentino Alto Adige, seguito dalla Lombardia e dal Lazio. In coda si posizionano la Calabria (197,8 punti) preceduta dalla Puglia e dalla Sicilia. É quanto emerge dall’IPS, l’Indice di Performance Sanitaria realizzato dall’Istituto Demoskopika sulla base di sette indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, liste d’attesa, spesa sanitaria, spese catastrofiche e famiglie impoverite a causa di spese sanitarie.

Calabria, la regione più ‘malata’ - Spetta alla Calabria il primato negativo della regione più malata determinato da ben tre ultimi posti: rinuncia a curarsi per le lunghe liste d’attesa, famiglie impoverite a causa delle spese sanitarie out of pocket (farmaci, case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche, etc.) e quota di famiglie soggette a spese sanitarie out of pocket catastrofiche, ovvero a spese che superano la disponibilità al netto delle spese di sussistenza.

 

Nel 2013, in Calabria oltre 50 mila famiglie sono state costrette ad affrontare spese socio-sanitarie catastrofiche, pari al 6,3% delle famiglie residenti a fronte di una media italiana del 3,2%. Inoltre, sono stati circa 15 mila i nuclei familiari che sono piombati al di sotto della soglia di povertà a causa delle spese sanitarie out of pocket.

 

Infine, sono stati ben 227 mila i calabresi che hanno rinunciato a curarsi: 170 mila per motivi economici, 37 mila a causa delle lunghe liste d’attesa per l’accesso alle prestazioni, 6 mila per l’impossibilità di assentarsi dal lavoro, 4 mila per paura delle cure, 6 mila in attesa di risoluzione spontanea del problema e 4 mila per altri motivi.



Pianeta ricoveri - Solo un terzo degli italiani si dichiara soddisfatto. Svettano Trentino Alto Adige e Veneto. L’indicatore ideato da Demoskopika mostra un divario più che significativo tra le diverse realtà regionali. In testa il Trentino Alto Adige seguito da Veneto e Piemonte. Sul versante opposto si posizionano la Sicilia, il Molise e la Campania. In queste realtà la soddisfazione espressa supera di poco la soglia del 20%.

 

Mobilità sanitaria attiva e passiva - È il Molise ha guadagnarsi la prima posizione della graduatoria parziale relativa alla mobilità attiva. L’indice di “attrazione” che indica la percentuale, in una determinata regione, dei ricoveri di pazienti residenti in altre regioni sul totale dei ricoveri registrati nella regione stessa, in Molise, infatti, è pari al 26,7%. Sul versante opposto si colloca la Sardegna.

 

Sono invece i lucani a optare, in maniera più rilevante rispetto agli altri, di ricoverarsi e curarsi in strutture sanitarie fuori dai confini regionali.

 

Liste d’attesa - Accedere alle prestazioni sanitarie presenta i tempi di attesa più rilevanti in Calabria che con l’1,9% di tasso di rinuncia rilevato e 37 mila residenti rinunciatari, ottiene il punteggio più basso (5,3 punti). A seguire la Puglia e la Sardegna. Tempi d’attesa significativamente minori in Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria e Liguria.

 

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