Vaccini, il commissario Figliuolo firma la nuova ordinanza: «Priorità over 80 e fragili»

Si procederà poi in base all'età con gli over 70 e 60 . Intanto oggi in Italia si registrano 18.938 nuovi contagi e 718 morti

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di Redazione
9 aprile 2021
22:29

Firmata nuova ordinanza del commissario straordinario Francesco Figliuolo: per i vaccini priorità agli over 80 e alle persone fragili. Il provvedimento, coordinato con il ministero della Salute, recepisce quanto indicato dal premier Mario Draghi ieri in conferenza stampa. Le categorie di priorità indicate dal ministero della Salute permangono ma vengono temperate con il criterio dell'età. Chi ha già iniziato il ciclo vaccinale lo terminerà.

L’ordinanza

L'ordinanza, si legge nel testo, risponde all'esigenza «di dover procedere con la massima celerità a vaccinare coloro i quali, dalle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, risultano più vulnerabili qualora infettati dal virus SARS-CoV-2». In linea con il Piano nazionale del ministero della Salute approvato con decreto del 12 marzo 2021, la vaccinazione rispetta il seguente ordine di priorità: persone di età superiore agli 80 anni; persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni contenute alla Categoria 1, Tabella 1 e 2 delle Raccomandazioni ad interim, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (l'ex AstraZeneca).


 

Parallelamente a queste categorie, si legge, «è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario, in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l'ordine indicato. Le persone, che hanno già ricevuto una prima somministrazione, potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino».

Il bollettino

Intanto sono 18.938 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 17.221. Sono invece 718 le vittime in un giorno (ieri 487). Effettuati 362.973 tamponi molecolari e antigenici. Ieri i test erano stati 362.162. Il tasso di positività del 5,2%% (ieri era al 4,7%, quindi è salito dello 0,5).

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.603, 60 in meno rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 192 (ieri 259). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 28.146 persone, 705 in meno rispetto a ieri.

La situazione negli ospedali

«La curva in Italia ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c'è una ricrescita. C'è in Italia una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni sono in decrescita per l'incidenza, tuttavia ci sono ancora alcune Regioni in crescita». Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia organizzata dal ministero della Salute.  Il livello di occupazione nelle terapie intensive «si sta stabilizzando intorno al 41% e siamo quindi arrivati sostanzialmente ad un plateau, così come per le aree mediche. In generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi», ha aggiunto.

Casi in calo

«C'è una decrescita dei casi nella popolazione generale. L'età media dei casi rimane sempre sotto i 50 anni e crescono gli asintomatici. La decrescita dei casi sta coinvolgendo tutte le fasce d'età, inclusi i giovani, tenendo però conto della chiusura delle scuole», ha poi evidenziato. «È  importante procedere verso lo scenario di riaperture che tutti auspichiamo ma con grande cautela e flessibilità», ha affermato infine il presidente dell'Iss. «In questo contesto non esistono soglie definite per riaprire, ma esistono modelli e indicatori come il numero progressivo di popolazione vaccinata, la circolazione delle varianti e il livello che rende possibile il tracciamento di 50 casi per 100mila».

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