Il tribunale ha annullato l’aggiudicazione della gara da 40 milioni e disposto una nuova verifica dell’offerta entro il 30 settembre. Gli avvocati: «Affermati principi importanti sul giudizio di anomalia»
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Una gara da 40 milioni di euro torna in discussione dopo la sentenza del Tar Calabria – Catanzaro, sezione I, che ha accolto il ricorso presentato dalla seconda classificata nella procedura bandita dall’Asp di Cosenza per l’affidamento dei servizi di pulizia, sanificazione e attività complementari nelle strutture aziendali.
Con la sentenza n. 1577/2026, il collegio presieduto da Levato, con Palmisano estensore, ha annullato l’aggiudicazione dell’appalto, disponendo una nuova verifica dell’anomalia dell’offerta dell’impresa risultata vincitrice. Il nuovo procedimento dovrà essere concluso entro il 30 settembre 2026.
Il Tar ha inoltre condannato l’Asp di Cosenza al pagamento delle spese di lite.
La gara da 40 milioni e le 21 offerte
La procedura era stata indetta dall’Asp di Cosenza attraverso una delibera a contrarre e aveva come oggetto «l’affidamento del servizio di pulizia, sanificazione e delle attività complementari da svolgersi presso tutte le strutture aziendali», per un importo complessivo di 40 milioni di euro.
Alla gara erano pervenute 21 domande di partecipazione, tra cui quella della società poi ricorrente e quella del raggruppamento di imprese successivamente risultato aggiudicatario.
Terminate le verifiche di rito sulle offerte e la valutazione dell’anomalia, l’appalto era stato assegnato al raggruppamento di imprese.
La seconda classificata aveva quindi impugnato l’esito della procedura, chiedendo anche una misura cautelare e contestando la legittimità della valutazione compiuta sull’offerta dell’operatore economico risultato vincitore.
Il ricorso è stato seguito dagli avvocati Oreste Morcavallo, Achille Morcavallo, Michele Perrone e Angelo Michele Benedetto.
Il ricorso e i motivi aggiunti
L’istanza cautelare era stata inizialmente respinta, anche alla luce dell’intervenuta stipula del contratto di appalto.
Successivamente, dopo l’acquisizione di tutti gli atti della gara e della copia integrale dell’offerta presentata dall’aggiudicataria, la parte ricorrente ha proposto motivi aggiunti.
La causa è quindi arrivata alla fase di merito, con la fissazione dell’udienza per la discussione.
Dopo «lunga discussione dei difensori», il Tar, esaminata la documentazione acquisita, ha ritenuto fondate le contestazioni relative al giudizio di congruità dell’offerta.
È proprio sulla valutazione dell’anomalia che si concentra dunque il passaggio decisivo della sentenza.
Il Tar dispone una nuova verifica dell’offerta
Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso e disposto che venga effettuato un nuovo procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta, fissando come termine ultimo il 30 settembre 2026.
La decisione, quindi, non determina semplicemente la conclusione della controversia, ma rimette in discussione l’esito della gara europea per l’affidamento del servizio.
L’Asp dovrà ora procedere con la nuova verifica secondo quanto stabilito dalla sentenza, mentre l’aggiudicazione precedentemente disposta viene annullata.
La soddisfazione dei legali
Gli avvocati Morcavallo, Perrone e Benedetto esprimono «piena soddisfazione per il risultato professionale» ottenuto con la sentenza e sottolineano l’importanza dei principi affermati dal Tar.
In particolare, secondo i legali, la pronuncia assume rilievo per i principi in materia di giudizio di anomalia delle offerte, ritenuti applicabili alle procedure di gara in generale.
La sentenza, dunque, riapre una procedura dal valore di 40 milioni di euro e impone una nuova verifica sulla congruità dell’offerta che aveva portato all’aggiudicazione dell’appalto.


