«Il grido d’allarme degli infermieri conferma le difficoltà del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Soverato». È quanto afferma il consigliere regionale Alecci, intervenendo sulla nota diffusa dal Nursind di Catanzaro, che ha denunciato le condizioni di lavoro del personale infermieristico e chiesto interventi immediati all’Azienda sanitaria provinciale.

Alecci ricorda di aver sollevato la questione già quasi un mese fa, dopo la comunicazione della Chirurgia generale ai responsabili del Pronto soccorso e alla Direzione generale con la quale veniva chiesto di «sospendere tutti i ricoveri, ordinari e urgenti», a causa della «grave carenza di personale infermieristico».

«Avevo evidenziato – afferma Alecci – la necessità di interventi strutturali e non “tappabuchi”, capaci di garantire la continuità delle prestazioni». Secondo il consigliere, dopo il suo intervento pubblico erano arrivate rassicurazioni sul fatto che la situazione fosse sotto controllo e che non ci sarebbe stata alcuna sospensione delle attività del reparto.

Rassicurazioni che, sostiene oggi Alecci, «si scontrano con il grido d’allarme degli infermieri». Il sindacato, nella propria nota, avrebbe evidenziato come sul personale, già «allo stremo», ricadrebbe la responsabilità di garantire la copertura dei turni attraverso straordinari e prestazioni aggiuntive, strumenti che, secondo quanto riportato da Nursind, la stessa Azienda dichiarerebbe non attivabili per l'assenza di un regolamento adeguato.

«Siamo, quindi, punto e capo – prosegue Alecci –. Al di là del prezioso lavoro svolto quotidianamente dal personale sanitario, quello che manca ancora una volta è la programmazione». Per il consigliere «non è possibile rincorrere sempre le emergenze», mentre «a pagare le conseguenze sono i pazienti e il personale che continua a lavorare in condizioni precarie». Alecci torna quindi a chiedere l'utilizzo di «tutti gli strumenti disponibili» per assicurare maggiore presenza di personale, continuità assistenziale e sicurezza per i cittadini, evitando che «tra qualche settimana ci si ritrovi esattamente allo stesso punto».

«Chi doveva risolvere la situazione – conclude – probabilmente si è preoccupato più di rispondere sui giornali, affermando che tutto era a posto, invece di affrontare il problema in modo definitivo. Forse in futuro bisognerebbe parlare di meno e agire di più per tutelare l’attività dei nostri ospedali».