È stata una seduta dai toni accesi quella della Conferenza dei sindaci della provincia di Vibo Valentia, riunita questa mattina nella sala consiliare di Palazzo Luigi Razza per affrontare i principali temi sanitari del territorio. Tra gli argomenti affrontati anche il randagismo, con la proposta di un canile provinciale, ma a tenere banco è stata soprattutto la questione dell’emodinamica allo Jazzolino, dopo il mancato inserimento dell’ospedale vibonese nella nuova Rete SCA per la gestione della sindrome coronarica acuta. Che in altre parole significa salvare chi ha avuto un infarto.

Una decisione che ha provocato la dura reazione del sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo. «Come vedete, se ne strafottono!», ha sbottato il primo cittadino che ha proseguito: «È umiliante l’atteggiamento che hanno nei nostri confronti. Io mi sento umiliato soprattutto come cittadino, non come sindaco di un capoluogo di provincia».
La soluzione adottata dalla Regione, in attesa che venga terminato e inaugurato il nuovo ospedale di Vibo, è un servizio “a chiamata”. In pratica vengono allestiti gli spazi dedicati all’emodinamica nell’ospedale Jazzolino, ma l’equipe dedicata viene allertata quando serve. Quindi, non un servizio H24. 

Romeo: «L’emodinamica itinerante è un nonsenso medico»

«Pensare di fare una emodinamica itinerante nell’ospedale di Vibo significa prendere in giro i cittadini, gli amministratori e una collettività che si ritrova ad avere problematiche cardiache come tutti gli altri cittadini della Calabria».

Il nodo, secondo Romeo, riguarda soprattutto i tempi di intervento. «Nel momento in cui ci dovesse essere la necessità, l’equipe deve fare minimo 70 chilometri per venire qui e provare a risolvere il problema cardiaco. L’infarto non è itinerante, l’infarto è fulminante».

Sestito: «I lavori partiranno comunque»

Sul tema è intervenuto il commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Vittorio Sestito, che ha illustrato il percorso avviato dall’azienda sanitaria per la realizzazione degli spazi necessari.

Il cosiddetto Piano A prevede di utilizzare la vecchia sala operatoria del reparto di ortopedia. «I locali erano già adibiti a sala operatoria, quindi la parte impiantistica e quella strutturale dovrebbero facilitare i lavori».

Il commissario ha poi precisato che non si tratta necessariamente della soluzione definitiva. «La Regione ci ha dato assicurazioni che chiederà una revisione, chiederà una rivisitazione di queste prescrizioni che erano state date dal Ministero».

Una cosa, però, non cambia: «I lavori devono essere fatti a prescindere, perché dobbiamo comunque dotarci di sale attrezzate», ha ribadito.

L’Osservatorio civico: «L’emodinamica itinerante non basta»

Contraria all’ipotesi di un’emodinamica itinerante anche Daniela Primerano, referente del comitato Osservatorio civico Città attiva. «Vibo ha bisogno di un sistema che garantisca 24 ore su 24, 7 giorni su 7, l’assistenza in caso di emergenza. In caso contrario siamo pronti ad incatenarci davanti alla Regione».

Il documento sottoscritto dai sindaci

Al termine della seduta, la Conferenza dei sindaci ha formalizzato la propria posizione con un documento unitario.

Nel testo, i sindaci esprimono «profondo dissenso e rammarico» per la proposta di un servizio di emodinamica itinerante e ribadiscono «la necessità di un servizio permanente, funzionale e fondamentale per il diritto alla salute dell’intera collettività provinciale. Il fatto di essere l’unica provincia ad essere penalizzata, determina una situazione di disparità lampante». Da qui la richiesta alla Regione di assumere «tutte le iniziative necessarie per la realizzazione del Sistema di emodinamica stabile», con «tempi certi, risorse adeguate e personale qualificato».

Nello stesso documento i sindaci lasciano aperta la possibilità di ulteriori iniziative a tutela della popolazione: «La Conferenza dei Sindaci si riserva di intraprendere qualsiasi iniziativa a tutela dei cittadini».