Castrovillari, quattro compagnie e un sogno: far risorgere dalle ceneri il teatro Vittoria

Nel 1986 la struttura venne distrutta da un incendio. Scena Verticale, Aprustum, Chimera e Khoreia 2000 hanno presentato un progetto per far ripartire la cultura nel momento più buio del secolo

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di Alessia Principe
14 aprile 2021
18:27
I rappresentanti delle compagnie teatrali Scena Verticale, Aprustum, Chimera e Khoreia 2000
I rappresentanti delle compagnie teatrali Scena Verticale, Aprustum, Chimera e Khoreia 2000

Scena Verticale, Aprustum, Chimera e Khoreia 2000, quattro compagnie unite da uno stesso sipario, quello del teatro “Vittoria” di Castrovillari che come la fenice, risorgerà dalle sue stesse ceneri.

Nel 1986 la struttura venne distrutta da un incendio. Ma il teatro rifugge la morte, anche quando sembra l’ultimo atto, e così che seppur provate dalla lunga pausa emergenziale, le quattro compagnie calabresi hanno deciso di unire le forze e battezzare uno spazio da cui ripartire.


«L’idea è quella di non morire – dice Dario De Luca di Scena Verticale – e per non farlo dobbiamo dare un segnale forte, non serve restare fermi con le mani in mano. Il sodalizio tra noi quattro nasce da una grande stima e amicizia, e da un intento: dare una casa al nostro lavoro, alla nostra creatività, che sia però la casa di tutti. Siamo anime diverse che esprimono mondi complementari e speriamo che l’amministrazione di Castrovillari sia al nostro fianco».

La rete ha proposto al sindaco Domenico Lo Polito e alla sua giunta, una bozza di progetto che vede il Vittoria, già protagonista di tre edizioni della prestigiosa Primavera dei teatri, come polo di riferimento per gli attori culturali e sociali del territorio. Diversi caratteri, differenti declinazioni dell’arte, sono il punto di forza di questa associazione temporanea d’impresa che convogliando tutte le risorse in un unico flusso, conta di rafforzarsi e pensare in grande.

«L’obiettivo del progetto è coinvolgere al massimo la nostra comunità, senza esclusioni, e per farlo ci metteremo in ascolto per captare tutti gli input che arriveranno dalle associazioni del territorio. Il teatro è cultura, è vita, è una necessità e speriamo che le istituzioni sappiano cogliere questa occasione che, in questo momento storico, è una porta che si può aprire per far luce in una stanza buia da troppo tempo».

 

Giornalista
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