La passione per la moda e la nonna come maestra: lo stilista calabrese che ha vestito Nancy Brilli

L'attrice ha indossato un abito del giovane catanzarese Mario Triolo Costantino sul palco di "Canzone segreta" su Rai 1

di Gabriella Lax
19 aprile 2021
06:40
Lo stilista Mario Triolo Costantino
Lo stilista Mario Triolo Costantino

Nel programma “Canzone Segreta” Nancy Brilli, sul palco di Rai uno, è salita per regalare a Massimo Ghini un momento di grande emozione con un brano molto speciale: “Roma nun fa la stupida stasera”. Un momento speciale, elegante ed intimo, che richiedeva un abito con l’essenza capace di parlare e raccontarlo. Tulle nero e ancora veli e trasparenze, mistero e incanto per una serata magica. A pensarci è stato lo stilista calabrese Mario Triolo Costantino.

Il designer è nato a Catanzaro, nel 1981. A soli sedici anni si sente stretto nella sua Calabria e si trasferisce al nord per sperimentare. E la prima sfida sono capi per eventi in discoteca: con l’aiuto della nonna si appassiona al mondo magico della moda. Non si ferma, coglie gli stessi suggerimenti della nonna come mentore che gli indica: bisogna “saper fare” prima, conoscere gli strumenti e poi creare.


Da dove nasce questa sinergia con la grande attrice del cinema e del teatro?

«Un amico della nostra Casa di Moda ci ha organizzato l'appuntamento presso il suo studio a Roma chimica immediata. Nancy una Star, anzi una Gran Donna e Artista ci ha accolto come amici di una vita, un pomeriggio con lei, come se ci conoscessimo da sempre».

Com'è stato lavorare con lei?

«Naturale, pura naturalezza. Lei come tutte le "grandi" donne, sa metterti a tuo agio».

A cosa si è ispirato per la collezione?

«Non faccio collezioni ma Capsule collection di Alta Moda. Maiko nasce da una mistica introspezione, un periodo complesso e difficile per tutti, ma ne dobbiamo trovare la positività. Cura, Ricerca, Sperimentazione e Ricercatezza sono alla base del mio progetto stilistico personale e della nostra Casa di Moda. Non si tratta di fusione di culture o di stili, ma estrapolare iconici dettami ed interpretarli, con le mie linee, i miei segni, i miei sogni».

C'è un filo che accomuna la collezione alle precedenti?

«Sempre. La coerenza alla base di un progetto personale e professionale, l'eleganza e la bellezza ci salveranno e ci proietteranno nella nuova era della consapevolezza "la sensualità di una donna, risiede tra la distanza della sua pelle e quella dell'abito che indossa". I miei abiti saranno sempre "armature" di bellezza».

In questo anno di chiusure l'ispirazione non è comunque mancata. Cosa ha prodotto?

«Ci hanno chiuso, siamo stati chiusi, ma non possono chiudere la mente, il sogno, non deve essere e non può essere annullato come la creatività. Siamo nel paese della bellezza, dell'arte, dell'architettura, del design... Italia for World, oltre a tutto».

Quali sono i progetti in cantiere?

«Tanti, la mia mente elabora continuamente idee, la nostra Casa di Moda è una fucina, seguiteci...».

Giornalista
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