La storia

La ribelle cosentina Ciccilla in una serie tv: su Netflix arriva “Briganti”

Il collettivo Grams, dopo aver firmato "Baby" ha scritto il soggetto della prossima produzione del colosso dello streaming ambientata nell'Italia post-unitaria

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di Alessia Principe
20 febbraio 2022
21:30

La nuova produzione italiana targata Netflix "Briganti" racconterà dell’Italia post-unitaria e delle lotte per liberare il Sud dall’invasione piemontese. Il soggetto è firmato dal collettivo Grams (composto da Giacomo Mazzariol, Re Salvador, Antonio Le Fosse, Marco Raspanti ed Eleonora Trucchi) che ha già scritto per Netflix la serie “Baby”, ispirata allo scandalo delle baby prostitute dei Parioli.

Un deciso cambio di scenario per gli autori che rimettono qui indietro le lancette del tempo per riportare a ben altre atmosfere rispetto alle ombre e ai lustrini della capitale. Prodotta da Fabula Picture, la storia ruoterà intorno a Filomena Pennacchio, la celebre brigantessa nata a San Sossio Baronia, in Irpinia e del suo incontro con il brigante Giuseppe Caruso con cui ebbe una relazione.


Nella serie si racconterà anche la vita della brigantessa calabrese Ciccilla, nata Maria Oliverio (a cui lo scrittore Giuseppe Catozzella ha dedicato il suo ultimo romanzo “Italiana”), donna coraggiosa e passionale, che venne catturata e deportata nel Forte di Fenestrelle, un vero e proprio lager, in cui il governo unitario rinchiudeva i ribelli. Nata a Casole bruzio, il 30 agosto 1841, Ciccilla fece parte della banda di Pietro Monaco, suo marito, operante nella Presila in seguito proclamazione del Regno d’Italia di Vittorio Emanuele II e ora la sua vita diventerà pane per i bingewatcher.

Giornalista
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