Tutti dicono Ailoviù, a Castrolibero il primo festival dedicato all'amore e alla disabilità

VIDEO | Una tre giorni, dal 16 al 18 luglio, di incontri dibattiti e teatro oltre ogni tabù e pregiudizio, organizzato dall’associazione “La stanza di Ilaria” nata in memoria di Ilaria Anselmo giovane artista cosentina scomparsa nel 2016 all’età di 29 anni

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di Alessia Principe
6 luglio 2021
21:50

Ci sono le barriere architettoniche e poi ci sono le barriere mentali, quelle che fanno più male, specialmente a chi vive la disabilità. A Castrolibero si cerca di rompere un tabù grazie al festival “Ailoviù”, tre giorni dedicati a un tema di cui si parla ancora troppo poco e con molte remore: il sesso, l’amore e la disabilità, organizzata dall’associazione “La stanza di Ilaria”, nata per ricordare e portare avanti l’opera di divulgazione di Ilaria Anselmo, giovane artista cosentina scomparsa nel 2016, con la partnership de La Terra di Piero.

Oltre il pregiudizio

«Con questo festival, la nostra associazione porta avanti il lavoro di Ilaria Anselmo – dice Mariza Righetti, presidente dell’associazione - che con il suo esempio personale e la sua produzione artistica, scritta e figurativa, ha rotto e scavalcato ogni tabù e pregiudizio. La nostra ambizione è di arrivare, dopo questi tre giorni, a costituire un tavolo di lavoro collettivo di esperti, divulgatori culturali, attivisti e artisti per l’elaborazione di una proposta che garantisca anche in Italia il diritto alla sessualità alle persone disabili».


«Siamo molto felici come fondazione Emmol - dice Domenico Galati - di partecipare a questa iniziativa così coraggiosa che vuole mandare un messaggio forte e dirompente: tutti hanno diritto all'amore».

Il programma

Si parte il 16 luglio con la proiezione del documentario “Because of My Body” del regista Francesco Cannavà, dedicato alla figura dell’assistente sessuale, non ancora riconosciuta in Italia. A seguire, il regista discuterà con la psicologa Paola D’Oto.

Il 17 luglio si terrà poi l’incontro “Cos’è un LoveGiver? Indagine sul mondo della sessualità e della disabilità” con Max Ulivieri, personal life & love coach, responsabile del comitato “Love Giver” per l’assistenza sessuale alle persone con disabilità fisica, intellettiva e sensoriale. Con lui discuteranno la sessuologa Rosa Spina, la giurista Paola Helzel (docente dell’Unical) e Armanda Salvucci, ideatrice della mostra “Sensuability” (che sarà proiettata durante i giorni del festival).

Il festival si chiude il 18 luglio con la messa in scena dello spettacolo teatrale “Andura, tra l’aorta e l’intenzione”, di Sergio Crocco, diretto dalla regista Francesca Marchese, con Roberto Giacomantonio. Sul palco, verrà raccontata una storia personale che – tra ironia e amarezza – travalica il perimetro della carrozzina, rompendo tabù e pregiudizi sulla sessualità e il desiderio sessuale nelle persone con disabilità.

«Andura racconta la mia storia, la scoperta della malattia, la resilienza, la forza che mi ha portato ad andare avanti e risolvere ogni cosa e poi... parla d’amore – dice Roberto Giacomantonio che scherzando aggiunge – amore che è scomodo, devo dirlo, ha le sue barriere».

Nel corso dei tre giorni le strade del centro storico ospiteranno le mostre “Il vento e le maree” di Ilaria Anselmo, “TetraPride celebrating Life after a spinal cord injury” di Cecilia Sammarco e “Sensuability” di Armanda Salvucci.

 

Giornalista
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