Ultimo ciak. Un lungo applauso, occhi umidi. «È stato bello», si mormora nella crew che pian piano si distacca dopo quasi un mese di simbiosi. Il megafono si abbassa, le assistenti si abbracciano, qualcuna guarda verso il cielo a salutare chi doveva essere lì con loro e invece se n’è andato troppo presto.

Il centro storico di Cosenza, sabato mattina illuminato da un sole quasi primaverile che orla le nuvole, si è vestito di vintage per le ultime riprese del prossimo, e attesissimo, film di Francesco Costabile. Dopo settimane di lavorazione a Verbicaro, la città deu bruzi benedice le ultime scene. Adesso è tempo di valigie e di treni. È tempo di mettere tutto insieme, colorare il disegno.

A produrre il film è un tridente: Palomar, Wildside e Tramp Limited; la distribuzione è di Vision Distribution e c’è anche il contributo della Calabria Film Commission.

L’ultimo atto della trilogia della violenza di Costabile

Il titolo è ancora in progress e sulla trama c’è fitto riserbo. Sarà di certo un film tratto da una storia vera, che chiude la “trilogia della violenza” di Costabile.

Il regista cosentino, tra i più talentuosi della sua generazione, nel 2022 presentò il suo primo lungometraggio, “Una femmina”, liberamente ispirato al libro “Fimmine ribelli” di Lirio Abbate, in anteprima internazionale nella sezione ufficiale Panorama del Festival di Berlino 2022. Ricevette due candidature ai David di Donatello 2022, come miglior regista esordiente e per la miglior sceneggiatura adattata. Un trionfo.

Due anni dopo, nel 2024, il suo “Familia”, anche questo tratto da una storia vera e ispirato al libro “Non sarà sempre così” di Luigi Celeste, fu presentato a Venezia, ottenne otto candidature ai David di Donatello 2025 e vinse il premio per il miglior attore non protagonista con Francesco Di Leva. Nel settembre 2025 fu scelto dall’Italia come film da presentare alla selezione per l’Oscar al miglior film internazionale.

Due storie che raccontano l’abbraccio venefico della violenza sulle donne e sui bambini anche all’interno delle mura domestiche. E adesso tocca al terzo atto, quello conclusivo, che chiude un cerchio potente, artistico e straziante come solo il cinema può essere.