Al mare sì, in barca no. Il niet in salsa calabra alla ripresa della vela

La presidente regionale della Federvela Valentina Colella: «Hai una barca? Puoi salire a bordo ma non puoi uscire in mare. È assurdo per uno sport a rischio zero»

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di Monica La Torre
2 maggio 2020
12:02

Il lockdown ha cementato una nuova certezza, che intuivamo da tempo ma che ci saremmo volentieri risparmiati: la regione con più chilometri di coste e meno marinai d'Italia, la Calabria, non ama il mare. A dimostrarlo, l'approccio alla vela. Tra tutti gli sport eletti dal Coni a rischio zero (sci, tennis, canottaggio e canoa) non era difficile capire come proprio questo, in mare aperto, fosse il più sicuro. Eppure, fatta eccezione per gli atleti di interesse nazionale tra Reggio e Crotone, qui da noi le barche dei comuni diportisti resteranno in porto  anche dopo il 4 maggio. Unica attività ammessa: la manutenzione.

A casa, sì. In barca, no

I velisti se ne facciano una ragione: chi ha una casetta al mare potrà andare e venire senza incorrere in sanzioni. Chi ha una barca, al massimo può salirci da solo, senza azzardarsi ad uscire dal porto: con buona pace del senso logico, e della cultura marinara, che non è mai stata di casa in una regione “di montagna” come la nostra. (Vedasi la shitstorm di ironia e livore scatenata sui social dalla notizia che la Santelli avrebbe autorizato la manutenzione delle imbarcazioni...).

La ripartenza che non c'è

Insomma, in attesa che il 14 maggio, data ventilata, arrivi una minima ripresa, parla la presidente regionale della Federvela Valentina Colella. «Dover restare in porto è assurdo - esordisce -. Nessuno sport garantisce il distanziamento sociale della vela. Eppure in Calabria, a dispetto di un'ordinanza di forte apertura, per noi rimangono molte incertezze. Al punto che è possibile salire sull'imbarcazione all’interno del porto, ma sono vietate le uscite in mare, pena la sanzione delle forze dell’ordine». Della serie: posso raggiungere la seconda casa, ma non prendere il largo con la mia barca. Perché?

Divieti incomprensibili

«Non si comprendono questi divieti - prosegue la Colella -. La vela è una disciplina individuale, e come tale deve avere le prerogative e le limitazioni degli sport similari. Come Fiv abbiamo interpellato il Comando generale delle capitanerie di porto, per capire se vi è una cattiva o errata interpretazione delle norme. E attendiamo di dare risposte certe ai 5000 tesserati della VI zona Basilicata Calabria, che hanno tutto il diritto di poter prendere il mare».

La Sicilia: un'isola felice

Le perplessità ed i malumori sono rafforzati tra l'altro dall'esempio virtuoso della Sicilia.«Guardo con ammirazione ed una punta di invidia quanto sta accadendo in Sicilia – prosegue la dirigente-. La Regione ha predisposto un'ordinanza perfetta, rigorosa, che regola sia la ripresa delle attività che la riapertura dei circoli in grado di garantire le norme di sicurezza necessarie per il rispetto dei protocolli di sicurezza di atleti e accompagnatori - . La Calabria può e deve fare di più: e ci aspettiamo a breve un’ordinanza simile, tanto più che il Coni, individuandoci come sport a rischio zero, aveva dato indicazioni ben precise».

Il silenzio della Regione

E in Regione? Ad oggi, tutto tace. «Di noi, non se ne parla neanche. Nessuno che si ponga il problema . Nessuno che capisca come l'indotto della vela rappresenti un'enorme opportunità. Non capisco questa miopia - prosegue la Colella -. Siamo o non siamo una regione di mare? A volte sembra che neanche ce ne rendiamo conto...».

Istituzioni e Federazione

Se dalle parti delle istituzioni l'encefalogramma della progettualità è piatto, la Federvela dal canto suo sta impegnandosi su più fronti. «La FIV sta facendo sforzi titanici. Ha stanziato oltre mezzo milione di euro, a sostegno di costi di iscrizioni a regate, attività paraolimpiche, organizzazione – specifica la presidente -. La ripartenza va sostenuta. A fine giugno, poi, è previsto un secondo fronte di investimenti per le scuole vela di tutta Italia: una campagna di comunicazione a tamburo battente e la scesa in campo di grandi sponsor nazionali».

Il nuovo calendario

Toccherà al Vela day, dal 25 al 27 giugno, sancire la ripartenza dell'attività didattica. Ma per il primo appuntamento agonistico, dopo l'annullamento del campionato italiano, si dovrà attendere ancora un po'. «La prima data utile è quella dell'Italia Cup, a Reggio Calabria, dal 5 all'8 novembre – dichiara la Colella -. E le manifestazioni regionali seguiranno tutti i protocolli della FIV vidimati dal ministero dello Sport. Abbiamo già predisposto un'equipe medica capitanata dal medico di zona, Gianfranco Manfrida, presidente del Circolo Velico Santa Venere, disponibile a dare informazioni sugli standard di sicurezza e le misure da adottare». E in ultimo una bella opportunità per i piccoli velisti. «In attesa di tornare sui campi di regata, dal 10 maggio i giovani atleti FIV potranno assistere a due lezioni di tecnica e tattica della regata tenute on line da Marcello Meringolo, tecnico Nazionale classe Optimist, e a Gabriele Bruni, tra i massimi esperti italiani, reduce dall'America's Cup».

Giornalista
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