Manca ormai davvero poco al 22° turno di Serie D, che domenica pomeriggio vedrà la Reggina affrontare il Savoia al Granillo. Entrambe le squadre sono appaiate al secondo posto con 39 punti e sono pronte a darsi battaglia per avvicinare l’Igea Virtus capolista, avanti di sole due lunghezze e attesa da una trasferta insidiosa a Enna.

Gli amaranto di Alfio Torrisi arrivano carichi dopo una striscia positiva lunghissima e puntano alla decima vittoria consecutiva. In un momento così cruciale della stagione non sono ammessi passi falsi: un successo significherebbe mettere pressione letale alla vetta. La società reggina ha lanciato un appello ai tifosi sui social: «Ai bivi più importanti della vita non c'è segnaletica, ci sono impulsi, ci sono attriti inconsapevoli che ci trasportano esattamente dove il cuore batte ancora più forte, non serve una mappa per trovare la tua strada serve solo seguire quel richiamo». Un invito al cuore per sostenere la squadra verso l’obiettivo.

Non si tratta di una semplice partita di campionato, ma di un vero big match che accende gli entusiasmi. Il calore del pubblico amaranto potrebbe fare la differenza: finora sono circa 5412 le presenze tra abbonati e biglietti venduti, ma la società spera in un Granillo ancora più gremito. Dall’altra parte, il Savoia ha venduto 420 tagliandi per il settore ospiti, su una capienza massima di 600, dimostrando una tifoseria motivata ma contenuta.

L’appello del presidente del Savoia Matachione: «Andiamo a Reggio con rispetto»

In vista della trasferta, il presidente del Savoia, Nazario Matachione, ha rivolto ai tifosi una lettera intensa e toccante, sottolineando l’importanza della correttezza, della dignità e del rispetto:

«Alla mia città

Parlo da uomo, prima ancora che da presidente.

Domenica non si gioca solo una partita.

Domenica Torre Annunziata si guarda allo specchio e decide chi vuole essere.

Andiamo a Reggio Calabria con rispetto.

Reggio Calabria non è un nemico. È una città del Sud come la nostra. Una città che ha conosciuto il grande calcio e che oggi, come tante realtà meridionali, paga il prezzo di un sistema che spesso non perdona. A loro va il mio rispetto, perché solo chi cade sa davvero cosa significa rialzarsi.

Noi veniamo da una città di quarantamila abitanti.

Piccola solo per chi non la conosce.

Perché Torre Annunziata ha una storia che pesa, una maglia che non è mai stata leggera, una maglia che ha portato lo stemma del Regno d’Italia, campioni del Sud nel 1924, anni di Serie C, fino alla Serie B nei primi anni 2000.

E oggi quello stemma è tornato sulla maglia.

Qui nessuno ha mai regalato nulla.

Qui ogni traguardo è stato sudato.

Io so che tutti vogliamo vincere.

È giusto. È umano. È sport.

Ma io vi dico una cosa con il cuore in mano, io voglio che Torre Annunziata vinca prima ancora di scendere in campo.

Vinca dimostrando maturità.

Vinca con il comportamento.

Vinca facendo capire a tutti che non siamo più il Sud raccontato dagli altri, ma quello che finalmente si racconta da solo.

Per troppo tempo questa terra è stata giudicata per colpa di pochi.

Per troppo tempo abbiamo lasciato che altri parlassero al posto nostro.

Oggi basta.

Oggi dimostriamo che il rispetto non è debolezza, ma forza.

Che la dignità è una scelta.

Che si può essere passionali senza essere incivili.

Che si può essere tifosi senza perdere l’anima.

Ogni presidente sogna di vincere sul campo.

Io sogno qualcosa di più grande,

voglio che Torre Annunziata vinca fuori dal campo, perché solo chi sa farlo è pronto per vincere anche dentro.

Poi, come deve essere nello sport vero, sarà il campo a parlare.

E qualunque sarà il risultato, nessuno potrà dire che non siamo stati all’altezza.

Questa è la mia responsabilità.

Questa è la mia promessa.

Questa è la mia città.

Avanti Torre Annunziata.

Avanti Savoia».

Il match sarà diretto dall’arbitro Davide Ammannati di Firenze, coadiuvato da Giacomo Scorrano di Lecce e Ahmed Maher Said I. Eltantawy di Chiari.