Dopo cinque gare casalinghe disputate a Crotone, i rossoblù tornano al San Vito-Marulla per la sfida con l'Inter Under 23. Prezzi che fanno discutere, soprattutto per le famiglie, mentre resta profonda la frattura tra tifoseria e proprietà
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Il Cosenza torna finalmente al San Vito-Marulla, ma il ritorno a casa rischia di trasformarsi in un'occasione mancata per riavvicinare la squadra ai propri tifosi. Dopo cinque partite casalinghe disputate a Crotone, il club rossoblù ritrova l'impianto cittadino per la sfida di domenica 1° novembre contro l'Inter Under 23. A far discutere, però, sono i prezzi dei biglietti comunicati dalla società: 19 euro per la Tribuna A, 29 euro per le Tribune Rosse Nord e Sud e 50 euro per la Tribuna Centrale. Cifre che, considerando la categoria e soprattutto il momento attraversato dalla squadra, sollevano più di un interrogativo sull'opportunità delle scelte adottate. Il Cosenza occupa le zone basse della classifica, i risultati continuano a deludere e il rapporto tra la tifoseria e la proprietà è ormai profondamente compromesso. In un contesto del genere, il ritorno al Marulla avrebbe potuto rappresentare almeno un tentativo di favorire la partecipazione del pubblico, magari attraverso una politica di prezzi popolari. La scelta è stata invece quella di mantenere tariffe che rischiano di scoraggiare soprattutto le famiglie.
Il confronto con la passata stagione restituisce un quadro articolato. All'inizio del campionato 2025/26, in occasione delle sfide contro Salernitana e Catania, la Tribuna A costava 25 euro, la Rossa Sud 30 e la Centrale 50. Successivamente, però, la società aveva rivisto alcune tariffe, portando a 16 euro il costo della Tribuna A per diverse partite della seconda parte della stagione. Contro la Cavese, nel dicembre 2025, era stata addirittura introdotta una tariffa popolare di 10 euro. Prendendo come riferimento Cosenza-Foggia dello scorso aprile, il biglietto della Tribuna A passa da 16 a 19 euro, con un rincaro del 18,75%. La Rossa, al contrario, scende da 30 a 29 euro, mentre la Centrale rimane invariata a 50 euro. Non si può dunque parlare di aumenti generalizzati per gli adulti, ma resta il dato di tariffe comunque impegnative per assistere a una partita di Serie C, con una squadra in difficoltà e un ambiente attraversato da una contestazione che dura ormai da tempo.
Il vero salasso riguarda però i bambini. Nella passata stagione, per assistere a Cosenza-Foggia, il biglietto giovanile della Tribuna A costava 5 euro, quello della Rossa Sud 10 euro e quello della Centrale 15 euro. Per la gara contro l'Inter Under 23 le cifre salgono rispettivamente a 10, 14 e 25 euro. Significa che in Tribuna A il prezzo è raddoppiato, nella Rossa è aumentato del 40% e nella Centrale del 66,7%. Un confronto che deve tenere conto anche della modifica delle fasce d'età agevolate, passate dagli under 16 della scorsa stagione agli under 14 dell'attuale tariffario. Un genitore che volesse assistere alla partita insieme a due figli under 14 dovrebbe spendere complessivamente 39 euro in Tribuna A, 57 euro nella Rossa e addirittura 100 euro in Tribuna Centrale. Una spesa considerevole per una famiglia che desideri trascorrere qualche ora allo stadio, soprattutto considerando il momento sportivo e societario del Cosenza. E proprio i più giovani, che rappresentano il futuro del tifo rossoblù, finiscono per essere tra i maggiormente penalizzati dalla nuova politica tariffaria.
Il problema, tuttavia, va ben oltre il costo dei singoli tagliandi. La disaffezione del pubblico rossoblù non nasce certamente oggi e non può essere spiegata soltanto attraverso il rendimento della squadra. Già nella passata stagione il San Vito-Marulla aveva fatto registrare presenze estremamente ridotte, conseguenza anche della profonda frattura tra la tifoseria organizzata e la proprietà del Cosenza, rappresentata dal presidente onorario Eugenio Guarascio e dall'amministratrice unica Rita Rachele Scalise. Una contestazione che si trascina da tempo e che ha progressivamente svuotato gli spalti, trasformando quello che per anni è stato uno dei principali punti di forza della squadra in un impianto spesso desolatamente vuoto. Anche la chiusura di diversi settori non rappresenta una novità. Già nella maggior parte delle partite della scorsa stagione, infatti, le curve e altri settori dello stadio erano rimasti inaccessibili. Nel dicembre 2025, la società aveva motivato alcune chiusure con la necessità di contenere i costi di gestione a fronte delle scarse presenze. Il ritorno al Marulla, dunque, non significa necessariamente il ritorno dei tifosi. La contestazione nei confronti della proprietà resta una questione irrisolta, indipendente dalla possibilità di disputare nuovamente le partite nell'impianto cittadino.
Nel comunicato relativo alla sfida con l'Inter Under 23, il Cosenza ha precisato che le chiusure dei settori non dipendono dalla volontà del club e che i tariffari sono stati adeguati secondo le indicazioni della Lega Pro. Una precisazione che, tuttavia, non chiarisce quali vincoli abbiano determinato le singole tariffe e soprattutto gli aumenti riservati ai più piccoli. Resta quindi una questione di opportunità. In una situazione già compromessa, con una tifoseria distante dalla società e una squadra in grave difficoltà, una politica di prezzi maggiormente accessibili avrebbe potuto rappresentare almeno un segnale di attenzione verso le famiglie e quei sostenitori che, pur non partecipando direttamente alla contestazione, potrebbero essere interessati a tornare allo stadio. Sarebbe ingenuo pensare che qualche euro in meno possa ricomporre una frattura che affonda le proprie radici in anni di contrasti, delusioni e promesse rimaste disattese. La questione è molto più profonda e non può essere risolta attraverso una semplice riduzione del costo dei biglietti. Ma proprio per questo, in un momento in cui il Cosenza avrebbe bisogno di ricostruire credibilità e partecipazione, chiedere 19 euro per il settore più economico disponibile e aumentare sensibilmente le tariffe destinate ai bambini appare una scelta difficilmente conciliabile con l'esigenza di riportare gente sugli spalti. Il San Vito-Marulla riapre le porte al Cosenza, ma il rischio è che ad accoglierlo ci siano ancora una volta tribune semivuote e un silenzio che racconta, più di qualsiasi contestazione, la distanza ormai maturata tra la società e la sua gente.

