Riaprono i campetti nel post-Covid in Calabria: si torna a giocare a calcetto

VIDEO | Dopo l’ordinanza della governatrice Santelli che ha stabilito le linee guida per la ripartenza in sicurezza, riprendono le attività dei centri sportivi

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di Daniela  Amatruda
7 luglio 2020
19:40

«Finalmente si torna in campo con gli amici di sempre per trascorrere qualche momento di svago: abbiamo atteso troppo». Dopo una lunga attesa gli appassionati di calcetto possono tornare a giocare. Riaprono infatti gli impianti sportivi della regione dopo che la presidente Santelli, con l’ordinanza del 2 luglio, ha stabilito le linee guida per consentire la ripresa delle attività in sicurezza: «Si tratta di linee guida molto rigide che abbiamo subito accolto e messo in atto – ha spiegato Alessandro Conidi, presidente del Comitato gestori impianti sportivi della Calabria – soprattutto per quanto riguarda gli spogliatoi dove abbiamo eliminato gli appendiabiti. Oltre all’autocertificazione sullo stato di salute dell’utente e alla misurazione della temperatura, realizziamo anche una raccolta dati giornaliera perché consente, in caso di un eventuale contagio, una mappatura delle persone con cui si è entrati in contatto».

«Perdite economiche importanti»

Sono almeno un centinaio i centri sportivi della regione che in quattro mesi di fermo hanno subìto danni economici rilevanti: «La perdita stimata in questi quattro mesi – ha detto Dante Bitonte, titolare del centro sportivo “Il Girasole” di Catanzaro – è di oltre due milioni di euro per tutti gli impianti della regione. In molti, oltre ai mancati introiti e agli affitti da pagare, hanno sofferto anche a causa del mancato recupero di importanti investimenti fatti nelle proprie strutture per la manutenzione o per la modernizzazione degli impianti sportivi». «Noi siamo una struttura storica - ha detto ancora Bitonte – siamo aperti da oltre 35 anni e chiudere è stato un danno non solo economico, ma anche psicologico». 

La creazione di un Comitato 

Dopo il lockdown i gestori dei centri sportivi si erano riuniti in comitato per chiedere alla Regione di potere riprendere le attività: «Abbiamo creato un comitato – ha detto ancora Bitonte – ed eravamo pronti anche a manifestare davanti alla cittadella regionale perché i tempi per la nostra ripartenza si erano prolungati, quando, in altre città più colpite dal virus, erano già riprese le attività. Poi abbiamo ottenuto subito l’ordinanza della Santelli, che ringraziamo per essersi occupata del nostro settore, e ci siamo messi subito all’opera per poter adeguare le nostre strutture alle disposizioni regionali». 

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