Dilettanti, l'allenatore del San Luca Cozza: «Al ritorno faremo la guerra al Messina»

Il mister della squadra reggina infastidito da alcune frasi che gli avrebbe rivolto il tecnico dei siciliani: «Caricherò la squadra a mille proprio per il suo comportamento»

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di Redazione
19 gennaio 2021
15:01

Hanno fatto rumore, e non poco, le dichiarazioni post gara di Francesco Cozza, allenatore del San Luca. Al termine del confronto perduto dalla sua squadra in casa dell’Acr Messina, per quello che era lo scontro al vertice della 12ª giornata di Serie D, l’allenatore della formazione reggina in sala stampa ha analizzato serenamente il confronto, mettendo un po’ di pepe alla fine del suo intervento.

Ciccio Cozza inizialmente ha riconosciuto la legittimità della vittoria dei peloritani. Allo stesso tempo ha manifestato la propria delusione per gli insulti che riceve ogni volta che torna a Messina, probabilmente perché identificato come capitano della Reggina: «Ci vuole rispetto su tutto. Mai mi sono permesso di mancare di rispetto al Messina. Ho solo esultato, quando ho segnato nel derby, come hanno fatto gli avversari nei nostri confronti. A Messina mi vedono come un nemico pubblico solo perché ho giocato nella Reggina. Ma io non ho nulla contro i giallorossi. È normale: il derby è particolare, ma ho sempre avuto un comportamento corretto. E poi quelle sono cose che fanno parte del passato. Io ho sostenuto e ribadisco che il Messina merita ben altre categorie».


Alla fine, dinanzi ai microfoni dei cronisti messinesi, l’allenatore del San Luca, che proprio oggi compie 47 anni, ha dato quindi appuntamento alla gara di ritorno alla squadra siciliana, infastidito da qualche frase che avrebbe detto l’allenatore dei locali, Novelli.

«Mi dispiace per quello che ha detto nei miei confronti – queste le parole di Francesco Cozza - perché non avrebbe dovuto permettersi. Io ho rispettato tutti, contrariamente a lui, che ha mancato di rispetto nei miei confronti. Mi ha detto una parola non bella. E sicuramente al ritorno pagherà anche le conseguenze. Non è una minaccia».

E qui ha spiegato: «Al ritorno faremo contro la sua squadra una guerra, per cercare di batterla, proprio per quello che ha detto. Avremmo giocato ugualmente per vincere, com’è nostra consuetudine, ma in quella occasione caricherò la squadra a mille per portare a casa il risultato, proprio per quello di offensivo che ha detto».

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