La storia

Reggina, la rinascita calcistica di Gabriele Gori: dalla miocardite alla prima rete amaranto

L’attaccante della squadra dello Stretto è tornato al gol undici mesi dopo l'ultima volta. L’anno scorso a Cosenza inizio col botto, poi il problema di salute post Covid lo frenó

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di Matteo Occhiuto
18 settembre 2022
10:41
Gabriele Gori (foto Valentina Giannettoni - A punta di penna)
Gabriele Gori (foto Valentina Giannettoni - A punta di penna)

Gabriele Gori è tornato ad assaporare il gusto del gol quasi undici mesi dopo l'ultima volta. Giunto alla Reggina in estate, l'attaccante fiorentino, come sottolineato da Inzaghi, cercava fortemente la gioia personale, anche per scacciare definitivamente i demoni di un anno complicatissimo a livello personale. Riavvolgiamo il nastro.

Esplosione

Gori arriva a Cosenza nella scorsa stagione, sempre in prestito dalla Fiorentina. È reduce da un'annata complessa: a Vicenza, nel 2020-21, solamente tre reti. Col 9 di Marulla sulle spalle, tuttavia, Gori inizia subito a dimostrare di che pasta è fatto: 5 centri nelle prime 10 giornate, l'allora squadra di Zaffaroni ai suoi piedi. Col passare delle settimane, tuttavia, qualcosa si inceppa: il Cosenza rallenta, Gabriele trova meno la porta. Nel calcio, tutto sommato, qualcosa che comunque può succedere.


Lo stop

L'incubo vero inizia a gennaio. Durante la sosta invernale, fra i 21 positivi al coronavirus che il Cosenza registra in rosa, c'è anche Gori. La negativizzazione dal covid non rimette il numero 9 nelle condizioni di tornare in campo. Gennaio diventa febbraio, febbraio diventa marzo: della punta toscana non c'è traccia. Alla fine, il club silano decide di spiegare il mistero: dopo la positività, a Gori è stata riscontrata una lieve miocardite, il rientro deve attendere.

Rinascita

Gori, tuttavia, non tornerà mai a disposizione del Cosenza: quella contro il Pisa del 18 dicembre 2021 resterà la sua ultima apparizione in maglia rossoblù. A fine stagione l'attaccante torna nella sua Firenze, con la speranza di ottenere al più presto l'idoneità medica propedeutica a tornare a fare ciò che ama: il calciatore. Il semaforo verde arriva ad inizio luglio: l'incubo è finito, la Fiorentina comunica che i medici hanno dato l'ok al ragazzo.

La Reggina e Massimo Taibi si interessano a lui, gli amaranto lo strappano all'Ascoli investendo sul suo cartellino: giunge a Reggio in prestito con diritto di riscatto e controriscatto. Lui si mette a lavorare: nelle gerarchie Menez gli sta davanti, ma a gara in corso trova sempre spazio. A Ferrara manda in porta Canotto e Rivas per il definitivo 3-1, con il Südtirol entra e sfiora il 5-0. La marcatura personale, però, alla fine arriva contro il Cittadella: Pierozzi lo mette a un metro dalla porta. Lui per poco non sbaglia: alla fine la carambola col palo lo premia, la palla entra in porta. Un po' un segno del destino: dopo tanta sfortuna, qualcosa di bello, come un gol sotto la Curva Sud. Gabriele Gori se lo meritava, davvero.

Giornalista
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