Le Aquile creano a tratti e tirano 21 volte verso la porta, ma torna a casa senza punti. Nel 22° turno di Serie B il Sudtirol è più cinico e punisce le ingenuità giallorosse. Il mister: «Il calcio non ti aspetta e noi paghiamo errori e ingenuità in maniera troppo severa»
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Il Catanzaro esce sconfitto 2-1 dal Druso al termine di una partita che, per sviluppo e numeri, racconta molto più equilibrio di quanto dica il risultato finale. Le Aquile costruiscono, attaccano e producono occasioni, ma pagano ancora una volta errori evitabili. Dopo il ko contro il Sudtirol, Alberto Aquilani non cerca alibi e invita l’ambiente a una riflessione profonda.
«C’è l’aspetto positivo, perché abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, abbiamo calciato 21 volte verso la porta. Ma c’è anche l’aspetto negativo, ed è quello che poi queste partite le perdi», spiega il tecnico giallorosso. «Un’analisi va fatta, perché il calcio non ti aspetta e noi paghiamo errori e ingenuità in maniera troppo severa».
Un copione che inizia a ripetersi e che, per Aquilani, deve far scattare qualcosa in più sul piano mentale. «Dopo Frosinone abbiamo parlato, dopo Venezia abbiamo parlato e oggi torniamo a casa parlando allo stesso modo. Questo deve farci arrabbiare, non renderci contenti».
Il Catanzaro soffre l’avvio fisico del Sudtirol, ma poi prende campo. «Nei primi 6-7 minuti loro ci hanno aggredito forte, buttavano palloni dentro l’area e hanno una fisicità importante. Ma dopo non credo che abbiamo sofferto così tanto. Il problema è il risultato, e quindi non dobbiamo essere contenti».
Decisivi, ancora una volta, gli errori difensivi. «Non puoi permetterti certi sbagli, perché poi diventa tutto in salita. Il secondo gol preso, soprattutto, non si può concedere da fallo laterale in quel modo», sottolinea Aquilani. «Poi vai a casa e ti lecchi le ferite, ma questa amarezza dobbiamo respirarla e capire come riaggredirla».
Tra le note più liete c’è la prestazione di Liberali, tornato protagonista. «Ha fatto una gran partita. È un giocatore diverso rispetto a quello arrivato quest’estate, è un talento che va aiutato e coccolato. Sta facendo il percorso di crescita giusto». Il calo nella ripresa è fisiologico: «Non giocava da tanto, per questo abbiamo messo gente più fresca».
Nel finale, nonostante qualche imprecisione nei cross, il Catanzaro va vicino al gol. «Non credo ci sia stato disordine: c’è stata l’occasione clamorosa di Pittarello, quella di Iemmello, due spunti di Francesco. Ma per vincere le partite bisogna fare gol».
Aquilani si sofferma anche sulla situazione di Cisse, finito al centro di voci di mercato. «Si è parlato troppo di un ragazzo molto giovane, messo in un tourbillon che lo ha destabilizzato. Io spero rimanga con noi, perché è importante, ma deve sapere che qui nessuno regala niente».
Segnali incoraggianti arrivano anche dal rientro di Pompetti. «È fermo da 6-7 mesi, sta recuperando, ma è un giocatore molto forte e importante. Però qui non è una questione di nomi: è una questione di mentalità. Se no torniamo a casa un’altra volta arrabbiati e amareggiati».
Il Catanzaro riparte da qui, da una prestazione che convince a metà e da una consapevolezza chiara: giocare bene non basta più, ora servono punti.

