Tropea, partita di calcio e solidarietà per la lotta all'endometriosi

La squadra del Tropea Calcio scende in campo per sensibilizzare la comunità e accendere i riflettori sull'endometriosi, patologia femminile sottovalutata, dolorosa e poco conosciuta

15 gennaio 2020
15:57

Venerdì 17 gennaio a Tropea, presso lo Stadio del Sole si terrà la seconda partita del campionato allievi che vedrà in campo la S.C.D. Junior cittadina in lotta con la squadra del Capo Vaticano. I giovani calciatori tropeani gareggeranno con la nuova maglia che porta in petto lo slogan “Endometriosi? ...parliamone!”: frase che invita a conoscere l’endometriosi, patologia spesso sottovalutata, trascurata, dolorosa e poco conosciuta. Il progetto nato dall’associazione di volontariato sos KORAI Onlus, presieduto da Beatrice Lento, ha lo scopo di promuovere la conoscenza di una patologia femminile sulla quale ancor oggi gravano preconcetti e stereotipi lesivi della dignità della persona. 

Una patologia sottovalutata

 «Parlare di questa insidiosa e invalidante malattia significa venire incontro a donne che cercano aiuto - ha dichiarato la presidente di SOS Korai Beatrice Lento -. Il nostro grazie va quindi alla giovane squadra di Tropea, al suo impegno, al suo credere nei valori della solidarietà e del servizio. Sos KORAI vuole fare la sua parte impegnandosi nell’ambito dell’educazione e della diffusione di conoscenza. La squadra giovanile ha risposto all’appello lanciato, e lo ha fatto grazie alla sensibilità della presidente Maria Rocco, del vice presidente Natale Crai, del responsabile tecnico Angelo Stumpo e di tutto il direttivo, tra cui Domenico Russo, medico dei calciatori, Mariano Grillo, segretario, Gesualdo Marinella, tesoriere, Gaetano Addolorato, componente del direttivo e degli allenatori Nicola e Andrea Stumpo».

Le dichiarazioni del mister

«Abbiamo accolto subito e senza perplessità l’invito a gareggiare con lo slogan che propone di riflettere sull’Endometriosi - dichiara il responsabile tecnico-. Volevamo dimostrare come il calcio non sia maschilista, e come anche una squadra fatta solo da uomini sia sensibile ai bisogni della donna. Siamo consapevoli dei pregiudizi contro la donna e vogliamo contribuire a stroncarli. Del resto lo scopo dell’associazione sportiva che rappresento è prettamente educativo e per noi il pallone è uno strumento completo ed efficace di formazione».

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