Daniela Amatruda: gli ideali al primo posto per un giornalismo civile

VIDEO | La nostra intervista alla corrispondente da Catanzaro, l'occhio sempre vigile alle giuste cause, con quella bella voglia di scrivere che l'accompagna dall’ultimo anno di liceo

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di Monica La Torre
27 dicembre 2019
12:01

Una giornalista sensibile, educata e sempre pronta a dare voce agli ultimi, ai dimenticati, alle vittime di un sistema troppo spesso duro con i deboli, e debole con i potenti. Daniela Amatruda dalla prima adolescenza ha capito dove stava il bianco, e dove stava il nero. I torti, le ragioni. Le idee da difendere e quelle da combattere: e questa tensione morale ha costituito sempre la cornice ideale che ricomprendeva il suo lavoro. Dalle grandi campagne di sensibilizazione alle denunce ambientali, dall’attivismo per Legambiente alle categorie degli emarginati, Daniela è una battagliera dalle idee chiare.

Un nuovo inizio con LaC

«Lavoro con LaC da circa 6 mesi – racconta - . Sono corrispondente da Catanzaro, da dove curo servizi sia per la redazione del tg di LaC tv che per la testa web Lacnews24.it. La mia passione per il giornalismo nasce più o meno all’ultimo anno di liceo. Prima di quel giorno, fino ad allora, il mio sogno era di diventare un avvocato per difendere i diritti dei bambini e delle fasce più deboli. Poi, non ricordo se a scuola o da amici, sentii parlare di un nuovo corso di laurea in scienze della comunicazione e giornalismo: da lì è nata l’idea di intraprendere questo percorso, che mi sembrava altrettanto efficace per la mia massima ambizione: quella di essere d'aiuto, riuscire a dar voce alle categorie più emarginate, muovere le coscienze attraverso il racconto delle loro storie».

Gazzetta del Sud

«Mi sono pertanto avviata lungo questa strada, e in pratica, appena finiti gli studi, ho avuto l'opportunità ben presto di cimentarmi nel mestiere in modo concreto, passando dalla teoria alla pratica senza soluzione di continuità. Ho iniziato a scrivere già nel 2004, come corrispondente della Gazzetta del Sud di Catanzaro: giornale con il quale tra l'altro ho lavorato fino a poco tempo fa. Pochi mesi più tardi, era l'inizio del 2005, grazie ad un tirocinio formativo universitario ho avuto modo di lavorare alcuni mesi nella sede dell’Ansa. Una breve, ma intensa palestra: soprattutto per me, che stavo muovevo i primi passi nel giornalismo, ed avevo estremamente bisogno di simili esperienze. Alla fine, dopo la prima laurea in Filosofie e scienze della comunicazione, ho completato gli studi con una seconda laurea specialistica, quella in Teorie e tecniche della comunicazione: altro obiettivo per me conseguito con grande soddisfazione, oltreché con il massimo dei voti e la lode».

Legambiente, una palestra vera

Negli anni, il mestiere di Daniela si affina e si specializza. «Da quel primo articolo sulla Gazzetta del Sud nel 2004 sono trascorsi 15 anni, nel corso dei quali al lavoro come corrispondente ho associato quello di addetto stampa per enti ed associazioni diverse». Sempre però con l’occhio interiore puntato all’etica, all’ideale, alla giusta causa. «Mi fa piacere ricordare l’esperienza con Legambiente Calabria, tre anni esaltanti in cui ho avuto la possibilità di lavorare anche nell’ufficio stampa nazionale con sede a Roma. Anni che mi hanno vista non solo svolgere il mio lavoro, ma anche appassionarmi alle tante battaglie che questa associazione porta avanti con grande determinazione».

Il passaggio alla tv?

«Il primo passaggio dalla carta stampata alla tv l’ho fatto con l’emittente televisiva Video Calabria, un’esperienza durata 2 anni. Il ricordo più bello è stato aver realizzato collegamenti in diretta durante l’arrivo in elicottero di Papa Bergoglio a Cassano allo Ionio nel 2014. In quel periodo però non realizzavo ancora le riprese e i montaggi: prima, infatti, avevo maturato la passione per la fotografia e, poi quella per le immagini in movimento. Fermo restando che i miei soggetti preferiti sono stati e saranno sempre soggetti legati al sociale».

L’arrivo a LaC

«L'arrivo a Lac è stato possibile grazie alle buone relazioni esistenti con un volto di punta del network: una giornalista che stimo molto, Rossella Galati. Una grande professionista, alla pari dei tanti che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare nella grande squadra di LaC. in questo contesto operano risorse umane di altissimo livello: dai tecnici ai colleghi ai i direttori, passando per il Presidente Domenico Maduli ed il Direttore Editoriale Maria Grazia Falduto. In particolare voglio citare Pietro Comito e Cristina Iannuzzi, professionisti che conoscevo già da tempo: vederli lavorare sul campo mi ha dato l’occasione di apprezzare maggiormente la loro capacità. E comunque, in realtà dovrei menzionare tutti i colleghi, perché ognuno di loro, con spirito di abnegazione, ogni giorno, lavora in modo incessante per garantire a telespettatori ed utenti del web un’informazione di qualità, in tempo reale, credibile ed affidabile».Progetti per il futuro

«La mia attenzione, la mia aspirazione costante è riuscire a contribuire alle giuste cause. Rischio di ripetermi, ma è nel sociale che continuerò ad indirizzare il mio lavoro. È giusto far vedere il bello della realtà che ci circonda, senza dubbio: ma è altrettanto vero chhe dobbiamo impegnarci, noi giornalisti, per dare voce, denunciare le ingiustizie, per riuscire, nel nostro piccolo, a dare il nostro contributo. Con questo spirito, dico che il mio sogno sarebbe quello di pensare ad un format, un programma, dedicato proprio a questi temi».

Giornalista
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