Arpacal traccia il bilancio del piano straordinario 2026 per il controllo delle acque calabresi: 204 campionamenti e 1.158 analisi. Potenziati monitoraggi, mezzi nautici e droni per individuare criticità, rifiuti e fenomeni anomali lungo le coste
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Arpacal presenta i dati del piano di controllo straordinario delle acque svolto per la stagione 2026 con l’obiettivo di preservare il benessere delle nostre coste, dei corsi d’acqua e della biodiversità marina
Le attività svolte
Un lavoro costante e quotidiano quello svolto dal personale ARPACAL lungo le coste della Calabria e che nel 2026 ha registrato l’impiego, per la prima volta, di droni acquatici in grado di gestire gli effetti di alcune criticità che riguardano la formazione di schiume superficiali. Mentre i mezzi nautici, su indirizzo della Regione Calabria, sono stati potenziati sia per quantità che per qualità delle prestazioni svolte sia sul tirreno che sullo ionio con un monitoraggio giornaliero e il recupero significativo di rifiuti non solo di plastica, come il caso del carrello della spesa recuperato dal fondo. Tutto questo, con il dispiegamento del Laboratorio mobile che ha reso possibile restituire in tempo reale risposte ai bagnanti di tutte le età coinvolti alla conoscenza e all’osservazione delle acque marine.
Alcuni dati della relazione trasmessa da ARPACAL alla Regione Calabria a conclusione delle attività svolte dal 24 marzo al 16 settembre nell’ambito del progetto strategico «Fiumi, Foci e Mare 2026» evidenziano: 204 campionamenti effettuati, 1.158 determinazioni microbiologiche, chimiche e fitoplanctoniche.
Un’attività senza sosta su tutto il territorio resa possibile dall’impegno del personale che ha garantito la continuità, anche nei giorni festivi.
Obiettivo del Progetto
Il Progetto ha integrato le consuete attività di monitoraggio dei parametri microbiologici delle acque di balneazione con prelievi mirati e straordinari nei punti più critici e vulnerabili maggiormente esposti alle pressioni ambientali, imboccature fluviali, torrenti, canali, sbocchi e tratti di mare oggetto di segnalazioni. Questa attività segna una svolta cruciale verso un modello integrato e mappato geograficamente, in grado di fornire dati essenziali per guidare le azioni degli enti competenti ad intervenire sulle eventuali criticità.
Cosa è cambiato
Le attività chimiche hanno interessato 94 campioni, per un totale di 774 determinazioni comprendenti nutrienti, tensioattivi, idrocarburi, metalli e parametri utili a distinguere gli apporti civili da quelli industriali, agricoli o di origine naturale. Venti campioni hanno, inoltre, riguardato le analisi tassonomiche al microscopio per identificare e quantificare le specie microalgali presenti: in nessun caso sono state rilevate proliferazioni di microalghe potenzialmente tossiche, e le alterazioni cromatiche osservate in alcune località sono state ricondotte a concentrazioni di alcune specie che, con temperature mediamente più alte, hanno raggiunto picchi mai registrati prima, sebbene rispetto allo scorso anno alcuni tratti non hanno manifestato gli stessi effetti registrati in passato, a dimostrazione che è sempre il fattore antropico e l’arricchimento di alcune sostanze a determinare fenomeni legati alla dominanza dei pigmenti algali, come la colorazione anomala delle acque, che negli anni passati aveva registrato un’evidenza maggiore.
Innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente
Dopo i laboratori mobili nel 2025, la novità essa in campo da ARPACAL del 2026 sono stati i droni d’acqua, dotati di un cestello rinforzato da un tessuto in grado di assorbire e mitigare le schiume superficiali nell’area di balneazione. Manovrati a distanza tramite radiocomando, il loro utilizzo ha consentito di intervenire su specchi d’acqua interessati da chiazze e addensamenti anomali. L’impiego di questi strumenti ha contribuito a migliorare visivamente le acque di balneazione catturando ove presenti i rifiuti galleggianti come plastiche, microplastiche e residui vegetali, e si è rivelato un valido supporto per la caratterizzazione delle schiume nel laboratorio, consentendo di distinguere rapidamente i fenomeni naturali dalle potenziali criticità criticità da attenzionare.
Dati consultabili on-line
Un’altra novità di questa stagione 2026 riguarda la gestione dei dati, dalla produzione alla raccolta fino alla pubblicazione. Tutti i dati sono stati pubblicati in tempo reale sul portale istituzionale dell'Agenzia attraverso in una tabella dettagliata e la mappa georeferenziata riportando, per ogni campione tutte le informazioni: la data e l'ora del prelievo, il Comune, la descrizione del punto, con coordinate geografiche, i valori analitici e l'esito. Informazioni accessibili a tutti i cittadini e, quello che conta, restituiti in formato aperto per consentire davvero a tutti di utilizzare i dati anche per elaborare ulteriori analisi e sviluppare quello che si chiama informazione data based, riducendo le notizie allarmistiche, prive di fondamento. I campionamenti sono stati attivati principalmente tramite la piattaforma regionale “Difendi l'ambiente”, Capitanerie di porto e Guardia Costiera e le associazioni. Tutti questi dati, sia relativi ai controlli che al monitoraggio della balneazione sono confluiti nell’app regionale CalabriAmbiente, oltre che sul sito dell’Agenzia.
La trasparenza
I risultati riscontrabili nelle tabelle pubblicate sul sito ribadiscono l’importanza di porre l’attenzione sulle pressioni provenienti da terra, il che significa maggiore attenzione a canali, foci, reti fognarie, sistemi di depurazione.

