Aiello: «Basta mala-depurazione. Restituiamo ai calabresi il mare pulito»

Il candidato alla presidenza della Regione a Reggio Calabria: «La cattiva depurazione produce danni ai cittadini e alle casse pubbliche»

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di Redazione
23 gennaio 2020
13:33
Depurazione delle acque
Depurazione delle acque

 Il candidato alla presidenza della Regione Calabria con la coalizione civica del Movimento 5 stelle, Francesco Aiello affronta il tema della depurazione: «Questa mattina il mio tour ha fatto tappa a Reggio Calabria la città con il lungomare più bello ed evocativo d’Italia ma che soffre gravemente le conseguenze della cattiva gestione del sistema depurativo».

 

«Nella Città dello Stretto – spiega Aiello - permane il divieto di balneazione in 10 punti per il quinto anno consecutivo e sarà quindi difficile evitare il divieto permanente. Questa gravissima situazione è frutto di anni di cattiva gestione del comparto depurativo sia della Regione Calabria che degli stessi Comuni che spesso dirottavano i fondi destinati all’efficientamento degli impianti, ad altro».

Il problema depurazione non è limitato alla sola Reggio Calabria «le criticità – fa presente l’esponente 5s - sono diffuse su tutto il territorio regionale così come è tristemente riscontrabile attraverso le quattro procedure d’infrazione, di cui una con sentenza definitiva, e che coinvolgono oltre la metà degli agglomerati calabresi. La mala depurazione in Calabria – aggiunge - produce danni importanti tanto alla salute dei cittadini quanto alle casse pubbliche, sono 25 i milioni che l’Italia dovrà pagare alla Commissione europea perché le Regioni non hanno rispettato le direttive comunitarie in materia di trattamento delle acque reflue».

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Rimarcato il ruolo dei pentastellati: «In Calabria l’unica forza politica che ha fatto denunce, battaglie e persino campionamenti delle acque è stato il Movimento 5 stelle. Dal 2000 ad oggi sono arrivati miliardi di euro. Fondi gestiti senza alcuna trasparenza e nessun controllo da parte della Regione. Inchieste giudiziarie ci hanno raccontato di impianti a cui venivano applicati bypass, come quello di Coda di Volpe a Rende. Un impianto, uno dei più importanti nel cosentino che, anziché depurare, inquinava le acque».

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«La mancanza di una seria ed organica programmazione del sistema depurativo regionale, fa sì che in Calabria tutto sia gestito sempre in forma straordinaria. Ci proponiamo di porre fine a questo quadro di "ordinaria disorganizzazione" nella politica di gestione del sistema depurativo regionale. Abbiamo, infatti, individuato - conclude Aiello – una serie di interventi attraverso cui arrivare finalmente ad un’ottimale depurazione delle acque per restituire ai calabresi il diritto al mare pulito ed un sistema depurativo efficiente».

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