Convegno a Cosenza in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente per cercare di costituire un fronte comune per gestire il problema. Il presidente dell’associazione Infusini: «Interventi non più rimandabili»
Tutti gli articoli di Ambiente
PHOTO
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, l’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) Comitato di Cosenza, ha organizzato per il 5 giugno 2026 il convegno “Rischio amianto in Calabria: sinergie istituzionali tra Regione, Asp, ArpaCal e Comuni per l’attuazione della L. R. 14/2011 e il rinnovo del Prac”. L’appuntamento è alle ore 9:00 presso la Sala Nova del Palazzo della Provincia di Cosenza, piazza XV Marzo.
Dopo i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, dell’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Antonio Montuoro, del dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, Salvatore Siviglia, del direttore generale ArpaCal, Michelangelo Iannone, del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Cosenza, Marco Saverio Ghionna, del delegato Ona Reggio Calabria, Antonino Guerrera, relazioneranno il funzionario ArpaCal, Luigi Dattola, il dirigente scientifico del Cor Calabria e direttore Uoc Anatomia Patologica Asp Crotone, Federico Tallarigo, il direttore sanitario Uoc Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Cosenza, Martino Maria Rizzo, il presidente dell’Ona Cosenza, Giuseppe Infusini e il responsabile del Servizio di Protezione Civile del comune di Montalto Uffugo, Mirco Taranto.
Il convegno sarà moderato dal giornalista della Gazzetta del Sud, Franco Rosito.
L’evento nasce dalla urgente necessità di costituire un fronte comune per gestire la problematica dell'amianto sul territorio regionale.
«Il tema centrale – comunica il presidente dell’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto), Giuseppe Infusini – è recuperare i ritardi istituzionali nell’applicazione della Legge Regionale 14/2011 e del Piano Regionale Amianto (Prac), scaduto ormai da 4 anni, generando così un ingiustificabile vuoto normativo che lascia i comuni allo sbando e isolati nella gestione delle emergenze. L’attuale panorama ambientale richiede un cambio di passo operativo per eliminare il rischio in Calabria, data la diffusa presenza di manufatti in cemento-amianto. Tra questi, le coperture in avanzato stato di degrado costituiscono una minaccia concreta per la salute pubblica, di fronte alla quale non possiamo più restare a guardare. La Regione deve inserire l'emergenza amianto nella propria agenda politica e stanziare subito i fondi per le bonifiche - continua Infusini -. Si tratta di un intervento non più rimandabile, considerando che dalla promulgazione della legge regionale 14/2011 a oggi, non è stato investito nemmeno un euro».
Il presidente dell'Ona ha riferito di diversi incontri avvenuti presso la Cittadella Regionale, durante i quali ha sollecitato l’approvazione di 10 punti programmatici formulati dall’associazione. Queste proposte nascono da una profonda conoscenza del territorio e da un’attenta analisi del rischio espositivo, che purtroppo rileva vari casi di mesotelioma legati all'esposizione ambientale in Calabria.
Nonostante il Dipartimento Ambiente abbia mostrato la volontà di accogliere le proposte dell'Ona, ad oggi nessun passo avanti ufficiale è stato concretizzato.
«Tuttavia attendiamo fiduciosi – continua Infusini – quanto emerso nell’ultimo incontro. Il Dipartimento ha infatti affermato di voler ricostituire l’Unità Speciale Amianto (Usa) ai sensi dell’art. 3 della L.R. 14/2011, invitando l’Ona a farne parte».
L’Usa è una struttura con funzioni di cabina di regia, nata per agevolare politiche efficaci di tutela ambientale e sanitaria. Il suo scopo è coordinare le misure prioritarie per la bonifica dell’amianto negli ambienti di vita e di lavoro. In questa sede verranno valutate le proposte dell’Ona da sottoporre alla Giunta Regionale.
Gli adempimenti urgenti
Gli adempimenti più urgenti saranno al centro della relazione di Infusini che, oltre a illustrare le novità introdotte dal D.Lgs. 213 del 31.12.2025 (che recepisce la direttiva UE 2023/2668 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione all’amianto), proporrà l’adozione di interventi su tre fronti principali:
- Erogare finanziamenti ai Comuni che hanno già adottato il Piano Comunale Amianto (PAC).
- Qualificare le figure professionali di responsabile Rischio Amianto e di addetto al Censimento Amianto, in linea con le Linee Guida Inail.
- Approvare definitivamente il protocollo per la gestione delle segnalazioni definito dall’Ona, già condiviso da Asp e ArpaCal.
Il "modello Ona" in ambiente Web-Gis
In conclusione, verrà illustrato dal geologo Mirco Taranto il modello Ona di Piano Comunale Amianto, sviluppato con mappatura in ambiente Gis e replicabile in tutti i comuni calabresi.
«Si tratta di uno strumento – conclude Infusini – che include le fasi propedeutiche di censimento, mappatura, classificazione degli interventi di bonifica più urgenti e informazione ai cittadini. Tutte attività che possono essere consultate e gestite in tempo reale dai Comuni e dalla Regione in ambiente Web-Gis».
In conclusione, Infusini lancia un appello chiaro: la Regione finanzi le bonifiche più urgenti previste nei Pac, non la loro stesura. Il modello digitale dell'Ona è già pronto ed è uno strumento gratuito. Ai Comuni spetta solo il compito di riempirlo con i dati del censimento e le informazioni essenziali per completare il database del Piano.




