Torrente La Grazia invaso dai rifiuti, Tropea e Parghelia: «Per la bonifica servono 7 milioni»

VIDEO | Una situazione ereditata dopo quarant’anni di inciviltà e distrazioni. Gli interventi di Procura e forze dell’ordine sono importanti ma non bastano. I sindaci Macrì e Landro alla Regione: «Servono risorse finanziarie che noi non abbiamo»

di P. C.
19 maggio 2020
08:15
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«Quarant’anni… e forse più». Tanto è durato – spiega il sindaco di Parghelia, Antonio Landro – lo scempio che ha trasformato il torrente La Grazia in una sorta di ordigno ambientale che minaccia la salute della Costa degli dei. Quindi non solo Parghelia e Tropea, delle quali questa fiumara segna il confine. «La situazione più grave – aggiunge il primo cittadino di Tropea Giovanni Macrì – è a monte, in un’area sopraelevata nella quale ricade peraltro il depuratore consortile. Siamo nel territorio di Parghelia, ma ciò non significa che il problema non riguardi anche Tropea o gli altri comuni vicini».

I fondi necessari per la bonifica

Servono milioni di euro. Serve una bonifica che non può gravare sulle fragili finanze degli enti locali. Serve una sensibilità politica concreta e immediata per proteggere questi paradisi balneari, patrimoni paesaggistici e turistici inesistimabili.

De La Grazia abbiamo documentato il degrado ambientale. Siamo stati alla foce. A monte è anche peggio. Discariche, abusivismo, in un’area dove peraltro sorge quel depuratore che serve diversi centri della Costabella decantata anche da Giuseppe Berto. E proprio lì, all’inizio del 2020, erano scattati i sigilli all’epilogo di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Vibo Valentia. «È il secondo sequestro», evidenzia Macrì. Il collega di Parghelia è stato nominato custode giudiziario. «Altri interventi dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine sono però risalenti nel tempo – sottolinea Landro -. Possiamo dire che è da troppo tempo che va avanti questa situazione».

Il torrente e il degrado

In questo corso d’acqua si celano lustri di incuria e inciviltà. Un peso che oggi grava sulle amministrazioni comunali, le quali – nonostante i tagli dei trasferimenti statali e i ritardi infrastrutturali del resto della regione – riescono a far competere le loro realtà sulle rotte turistiche internazionali. Tropea è la capitale del turismo calabro, la Perla del Tirreno, bandiera blu. Parghelia ospita alcune tra le più importanti strutture ricettive del Mezzogiorno d’Italia. Un patrimonio da proteggere, ma il problema del torrente La Grazia non possono risolverlo i Comuni.

«Se ne riparla oggi, ma questo è un problema che si riproporrà anche in futuro, se oggi come ieri non saranno effettuati quegli interventi di bonifica che sono necessari, promessi, annunciati, ma mai eseguiti», insiste Macrì. È un momento importante, questo, per la sua Tropea, bandiera blu, chiamata a tenere alta la redditività del comparto turistico calabro anche nell’estate segnata dal coronavirus. Ma il sindaco della Perla del Tirreno è consapevole che «i Comuni non hanno le risorse finanziarie per affrontare questa situazione. Ci troviamo davanti alla necessità di affrontare una bonifica monstre, non è nelle condizioni finanziarie di sostenerla Tropea, figuriamoci Parghelia le cui finanze sono molto più sofferenti. È una questione che solo la Regione può risolvere. Per il momento non possiamo che ringraziare il procuratore Falvo e le forze dell’ordine che dimostrano un’attenzione importante per la tutela dell’ambiente, nostra principale risorsa».

Tropea e Parghelia chiedono aiuti alla Regione

Una consapevolezza che appartiene anche ad Antonio Landro: «Noi facciamo quello che possiamo. Io sono il custode giudiziario. Monitoriamo costantemente i sigilli apposti dalla magistratura e quelli non sono violati, ma è impossibile monitorare tutto il territorio per chi come me ha a disposizione un solo ausiliario del traffico… E quindi qualche incivile ne approfitta ancora. Il problema di questo torrente è molto più grande e importante e la Regione deve aiutarci a risolverlo».

Non possono, però, questo torrente, quest’area, offuscare l’immagine di un tratto costiero che rappresenta una risorsa che l’Italia può spendere nel mondo. I sindaci di Tropea e Parghelia rilanciano questo messaggio ed in particolare Macrì opera delle precisazioni riguardo il reportage della nostra redazione che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la problematica: «L’allevatore che è deceduto nel 2010 è stato travolto non dal corso del La Grazia, ma dal Burmaria, che poi confluisce nel La Grazia e sfocia sulla spiaggia sulla quale è stato poi rinvenuto il corpo. Il Burmaria, negli anni successivi, è stato sottoposto ad interventi di messa in sicurezza che sono stati effettuati e che hanno risolto ogni situazione di pericolo».

Sul La Grazia, invece, c’è molto da fare. «Ma ripeto – fa eco, Landro, al collega di Tropea – se non ci sarà un intervento finanziario forte da parte della Regione, noi questo problema non potremo risolverlo…».

Giornalista
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