L’emergenza

Caos rifiuti, botta e risposta a colpi di diffide tra la Regione e l’Ato Cosenza

Comunità d'ambito e Dipartimento Ambiente sono ai ferri corti. Intanto emerge l'ipotesi di una seconda discarica a San Giovanni in Fiore ma la circostanza non è mai stata trattata durante l'assemblea dei sindaci

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di Salvatore Bruno
3 agosto 2021
20:24
Una delle tante discariche abusive presenti nell’area urbana cosentina
Una delle tante discariche abusive presenti nell’area urbana cosentina

Prosegue l’intenso scambio di missive, e di diffide, tra il Dipartimento Ambiente della Regione e l’Ato Cosenza, relative alle presunte inadempienze dell’Ambito Territoriale guidato da Marcello Manna, in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti.

Il blocco dei conferimenti

La provincia è arrivata sull’orlo di una emergenza sanitaria a causa del blocco dei conferimenti determinato dall’esaurimento delle discariche di San Giovanni in Fiore e di Cassano. La Regione, per superare la crisi, ha allora autorizzato lo sversamento degli scarti e della frazione indifferenziata, nell’impianto Sovreco di Crotone, in quello di Lamezia Terme ed anche in Puglia ed Emilia Romagna, per un totale di 650 tonnellate al giorno. Ma l’Ato non avrebbe, secondo la Regione, assolto a tutti gli adempimenti necessari per utilizzare gli spazi alternativi disponibili, determinando così un pericoloso stop della raccolta.


Situazione parzialmente sbloccata

Soltanto lunedì dall’Ecodistretto di Calabra Maceri, sono partiti i primi camion diretti proprio a Crotone e l’area urbana del capoluogo, la fascia tirrenica e quella della Valle del Crati, hanno avuto finalmente un po’ di respiro. Il problema invece, è rimasto irrisolto lungo la fascia jonica, nei comuni che conferiscono all’Ecodistretto pubblico di Bucita. Fin da venerdì scorso il soggetto gestore, la Ekrò, aveva comunicato all’Ato di non avere più capienza per ricevere la spazzatura e lunedì la situazione è venuta pubblicamente a galla in tutta la sua gravità.

Il debito milionario

Anche da Bucita sarebbero dovuti partire i camion diretti verso la Sovreco. Ma l’azienda crotonese vanta un credito nei confronti dell’Ato di circa due milioni e seicentomila euro, e non intende proseguire nel rapporto con l’Ambito Territoriale cosentino, senza rientrare almeno parzialmente delle somme. In sostanza l’Ato avrebbe dovuto sottoscrivere con la Sovreco un piano di rientro. Il problema si pone solo per gli scarti provenienti da Bucita poiché per quelli provenienti da Calabra Maceri è la stessa azienda rendese a trattare con Sovreco per poi rivalersi sui comuni dell’Ambito.

Riaprite quelle discariche

Oggi poi, dal Dipartimento Ambiente sono partite altre due lettere di diffida nei confronti dell’Ato. La prima riguarda la discarica di Cassano. Il direttore generale Gianfranco Comito richiede aggiornamenti sullo stato dei lavori necessari alla ripresa delle attività di conferimento entro le ore 10 di domattina, ribadendo che ogni inosservanza e ritardo può determinare il reato di interruzione di pubblico servizio. L’altra diffida è relativa alla discarica di San Giovanni in Fiore per la quale l’Ato, nonostante i solleciti costanti, non ha ancora sottoscritto con la Regione la convenzione per il trasferimento di circa due milioni di euro, concessi per eseguire i lavori necessari a riattivare l’impianto.

Quei soldi dateli al Valle Crati

Si tratta del cosiddetto lotto zero, un intervento che porterà ad un ampliamento di volume ed alla successiva chiusura tombale. Ma su San Giovanni in Fiore la vicenda è particolarmente complicata. Perché l’Ato ha chiesto che il finanziamento venga erogato direttamente al gestore dell’impianto di località Vetrano, il Consorzio Valle Crati «stante l’individuazione della discarica consortile quale discarica di servizio per il futuro ecodistretto Cosenza Nord» scrive il presidente dell’Ato Marcello Manna in una nota inviata al Dipartimento Ambiente.

Un'altra discarica a San Giovanni in Fiore?

In queste parole, però, c’è un’anomalia: la discarica di Vetrano come detto, non potrà essere messa a disposizione del futuro Ecodistretto poiché è in esaurimento. Quello che emerge, allora, è l’intenzione di costruire una seconda discarica in territorio adiacente. Un elemento questo, di cui mai si è discusso nelle assemblee dei sindaci. Chissà se il primo cittadino del comune silano, Rosaria Succurro, ne è a conoscenza.

Giornalista
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