Il coleottero killer delle api, l’Aprocal fa il punto ad Amantea

A due anni dal primo focolaio di “aethina tumida”, l’associazione degli apicoltori ha promosso un seminario sullo stato dell’emergenza che nel 2014 mise in crisi interi comparti agricoli e produttivi

di Redazione
30 marzo 2017
15:36

Sabato 1 aprile dalle 9.30 nella sala congressi dell’Hotel La Principessa di Campora di Amantea si terrà un seminario su uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni nel comparto agroalimentare regionale.

 


Il coleottero. Non più grande di quattro millimetri, proveniente dall’Africa, già diffuso da anni in USA (1996) e Australia (2002). Si insedia nelle arnie e se non controllato le può distruggere. In Europa non si era mai visto e quando fu scoperto in Calabria (2014) nessuno sapeva come gestirlo. La Regione Calabria, sotto la pressione del Ministero e della UE, dispose il rogo dell’intero apiario in cui fosse stato ritrovato anche un solo insetto. Gi apicoltori calabresi si opposero, proponendo soluzioni diverse, ma nessuno li ascoltò. Seguirono anni di devastazione, aziende fallite, centinaia di migliaia di api bruciate vive. Al congresso Aprocal di Amantea del 2016 l’imprenditore australiano Terry Brown, considerato tra i più importanti apicoltori del mondo, definì senza mezzi termini “ridicolo e assurdo” il modo in cui si stava affrontando il coleottero in Italia. Gli fecero eco i più grandi esperti internazionali di apicoltura. A seguito delle pressioni i rappresentanti istituzionali della Regione si convinsero che l’aethina doveva essere gestita con altri metodi e chiesero ad Arpocal di fornire suggerimenti e indicazioni per una gestione alternativa del problema.

 

Aprocal. L’Aprocal, l’associazione degli apicoltori calabresi nata proprio per fronteggiare l’emergenza del 2014, è oggi considerato dalle istituzioni locali e nazionali come l‘interlocutore principale all’interno del mondo apistico, sia per la questione aethina tumida, sia per l’andamento del settore dell’apicoltura calabrese nel suo complesso. Aprocal ha organizzato questo seminario per mantenere alta l’attenzione su Aethina Tumida e superare definitivamente l’approccio iniziale dell’eradicazione, considerato dai massimi esperti nazionali e internazionali come una soluzione inutile e controproducente.

 

Contenuti. Ripercorrendo la vicenda, tra necessità di convivenza e tentativi di eradicazione del coleottero, il seminario sarà incentrato sulla situazione attuale e gli scenari futuri ad oltre due anni dal primo focolaio italiano, apparso proprio in Calabria, in provincia di Reggio.

 

I relatori. A introdurre e moderare il seminario ci sarà Gaetano Mercatante, presidente di Aprocal, il soggetto che più di altri ha contribuito al superamento dell’emergenza sanitaria. L’apertura dei lavori sarà affidata a Pasquale Celebre, dirigente del dipartimento agricoltura della Regione Calabria, mentre il tavolo dei relatori sarà composto da esperti del mondo scientifico accademico, istituzionale e imprenditoriale. Orlando Campolo e Vincenzo Palmieri, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, esporranno “Lo stato dell’arte sul controllo dell’Aethina Tumida” e gli aspetti riguardanti “Aethina Tumida in Calabria”. Raffaele Denami, del dipartimento agricoltura della Regione Calabria, affronterà la spinosa tematica delle “Conseguenze della strategia a due anni dal ritrovamento”. Giuseppe Cefalo, presidente di UNAAPI, l’unione nazionale associazioni apicoltori italiani, presenterà le “Proposte condivise di contenimento dell’Aethina Tumida”.

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