Monitorare le acque

Mare sporco, nel Tirreno cosentino parte la sperimentazione con il battello ecologico Pelikan

Il natante è partito nelle scorse ore da Ancona ed avrà anche il compito di ripulire dalla sporcizia, nonché di sorvegliare e monitorare le acque in modo da fare chiarezza sulla provenienza delle "macchie anomale"

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di Francesca  Lagatta
10 luglio 2022
20:00
Il Pelikan in viaggio da Ancona
Il Pelikan in viaggio da Ancona

Il battello ecologico Pelikan, che ripulisce il mare dalla sporcizia e lo tiene sotto osservazione, tra qualche ora navigherà nel mare della costa altotirrenica. A darne annuncio è il sindaco di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo: «Sarà lunedì in mare, con il compito di pulire, controllare ed esaminare». Il primo cittadino precisa che ciò è stato reso possibile «grazie all'intesa fra i Comuni di Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, il Sindacato Italiano Balneari e la Regione Calabria. Importante il rapporto di collaborazione con la Guardia Costiera».

Stop alle polemiche

Come accade da qualche anno a questa parte, con l'arrivo della stagione turistica il mare del Tirreno cosentino diventa spesso una discarica a cielo aperto ma, anziché trovare una soluzione, attivisti e amministratori si scontrano a mezzo social, con questi ultimi che difendono il proprio orticello arrivando persino negare l'evidenza. Evidentemente ora la misura è colma e anche gli amministratori, dopo le incessanti polemiche, si sono accorti che il mare potrà ripulirsi solo agendo direttamente sul problema. L'utilizzo del Pelikan, al momento, sembra un buon inizio. Si tratta di «un servizio quest'anno sperimentale per comprendere cosa fare in modo efficace e risolutivo per il nostro mare - ha concluso Madeo -. Un ringraziamento all'associazione Mare Pulito per avere sostenuto la nostra iniziativa».


Da Ancona alla Riviera dei Cedri

Il battello è partito nelle scorse ore da Ancona ed avrà anche il compito, se possibile, di risolvere il problema a monte. L'assessore del Comune di Praia a Mare, Elisa Selvaggi, ha fatto sapere che il mezzo nautico dovrà anche sorvegliare e monitorare il mare, in modo da «fare chiarezza sulla provenienza delle “macchie anomale” esistenti».

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