«La discarica di Celico puzza», i sindaci dell’area contro la riapertura

I Comuni della Presila pronti alla battaglia legale contro l'ordinanza regionale che dispone la riattivazione dell'impianto chiuso a suo tempo per "impatto olfattivo". Chiesto un confronto con la governatrice Santelli

di Redazione
21 maggio 2020
13:27
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Dopo le critiche mosse dal comitato ambientale della Presila, proteste per il provvedimento che dispone la riapertura di Celico sono state espresse anche dai sindaci dell'area. In un documento, inoltrato alla governatrice Jole Santelli, Arpacal e Asp Cosenza - i primi cittadini Antonio Falcone (Celico), Stanislao Martire (Casali del Manco), Salvatore Monaco (Spezzano Sila), Felice D’Alessandro (Rovito), Marcello Gaccione (Lappano), Antonio Muto (Pietrafitta) – hanno manifestato “formale disappunto” in merito alla ordinanza emanata nella tarda serata di ieri con la quale si dispone il conferimento nel sito cosentino di 300 tonnellate al giorno di rifiuti, provenienti dagli impianti di trattamento regionali. Inoltre i sindaci, nel chiedere un confronto con la governatrice, hanno comunque dato mandato a un avvocato per verificare possibili presupposti di illegittimità dell’atto in questione.

 

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Sulla discarica- gestita dalla EWast S.r.l già Mi.ga, facente parte del Group Envì di Crotone - i primi cittadini evidenziano: «Come certamente a conoscenza del suo Dipartimento Ambiente, nonché dell’Arpacal che all’uopo legge per conoscenza, l’impianto negli anni ha creato notevoli ed acclarati disagi di natura olfattiva alla popolazione di tutta la Presila. La stessa Arpacal – aggiungono - ha infatti fatto emergere, in più occasioni, come “l’infelice” posizione orografica della discarica porta inevitabilmente ad impattare drasticamente sulla popolazione».

 

Pertanto «su sollecitazione di tutti i sindaci, lo stesso Dipartimento Ambiente, nelle more di porre in essere misure di mitigazione, rispetto a quanto rilevato dall’Arpacal, ha preliminarmente sospeso i conferimenti per più di un anno e successivamente, investendo cospicue risorse, ha commissionato uno studio, della durata di circa un anno, finalizzato a rilevare scientificamente l’impatto olfattivo sulla popolazione nonché le conseguenti misure da adottare. Risulta inevitabile – rimarcano i sindaci - che maggiori quantitativi di rifiuti conferiti porta, inevitabilmente, ad una disattenzione delle prescrizioni sulla mitigazione degli odori con conseguenti disagi sulla popolazione già fortemente vessata dalla presenza di discariche sul territorio».

 

«I sottoscritti – conclude il documento - chiedono un incontro al fine di poter esternare personalmente tale disappunto, alla presenza, se lei dovesse ritenerlo opportuno, di funzionari sia dell’Arpacal che del Dipartimento Ambiente». In attesa del confronto è stato «dato mandato ad un legale di fiducia».

 

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