L’Amministrazione guidata da Sandro Polimeni punta il dito contro i mancati versamenti degli enti del comprensorio e scrive a Prefettura, Procura e Corte dei Conti: «Porteremo tutte le carte»
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Una presa di posizione durissima, affidata a una lunga lettera pubblica e accompagnata da un messaggio social dai toni allarmati. L’Amministrazione comunale di San Lorenzo, guidata dal sindaco Sandro Polimeni, rompe il silenzio sulla vicenda del depuratore consortile “Agrifa” e denuncia una situazione finanziaria definita ormai insostenibile per le casse dell’ente.
Al centro della contestazione ci sono i mancati versamenti delle quote da parte di alcuni comuni del comprensorio che usufruiscono del servizio di depurazione. Secondo quanto ricostruito nella nota diffusa dal Comune, San Lorenzo avrebbe sostenuto per anni il peso economico dell’impianto, pur detenendo una quota minoritaria pari al 12%.
L’Amministrazione parla apertamente di «ingiustizie» e di una gestione che avrebbe trasformato il Comune nel «bancomat del comprensorio», denunciando accordi mai ratificati, ritardi, silenzi istituzionali e somme rimaste insolute nel tempo. Nella lettera viene ricostruita una vicenda iniziata nel 2005 e aggravata, secondo il Comune, dalla mancata regolarizzazione delle posizioni debitorie da parte degli altri enti aderenti.
Tra i passaggi più pesanti anche il riferimento ai dissesti finanziari dichiarati nel 2020 dai Comuni di Condofuri e Melito di Porto Salvo, circostanza che, secondo San Lorenzo, avrebbe ridotto ulteriormente le possibilità di recuperare integralmente le somme dovute. Il documento parla di un’esposizione complessiva che, tra quote non versate, sanzioni e interessi, sfiorerebbe i cinque milioni di euro.
Nella missiva viene inoltre evidenziato l’impatto della vicenda sulla macchina amministrativa del Comune. L’ente riferisce di pignoramenti che avrebbero causato difficoltà economiche e rallentamenti nell’attività amministrativa, con dipendenti rimasti senza stipendio per mesi e personale ridotto a poche ore di presenza a causa della carenza di risorse.
L’Amministrazione guidata da Sandro Polimeni sostiene di avere inviato nel tempo diffide, richieste formali e solleciti ai comuni coinvolti, denunciando in particolare il mancato riscontro da parte degli organi tecnici di Bagaladi e Melito di Porto Salvo rispetto alla regolarizzazione delle quote correnti.
Nella ricostruzione fornita dal Comune viene invece indicato il caso di Condofuri, dove la Commissione Straordinaria avrebbe avviato un piano di rientro per il riconoscimento del debito. Una misura ritenuta comunque insufficiente rispetto all’ammontare complessivo delle somme contestate.
A rafforzare il messaggio politico anche il post pubblicato dal sindaco Sandro Polimeni sui social, nel quale l’Amministrazione parla di «grido d’allarme» e di un Comune «lasciato in ginocchio». Nel messaggio viene annunciata la trasmissione della documentazione alla Prefettura di Reggio Calabria, alla Regione Calabria, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, con l’obiettivo dichiarato di accertare eventuali responsabilità amministrative e contabili.
Il Comune di San Lorenzo annuncia infine l’intenzione di procedere anche per vie legali per il recupero delle somme ritenute dovute dagli enti morosi, mentre la vicenda del depuratore Agrifa torna ad aprire il confronto politico e istituzionale all’interno dell’area grecanica.

