Terremoto Calabria, 23 scosse nella notte: gente fugge in auto temendo tsunami

VIDEO | Lo sciame sismico registrato dall'istituto nazionale di geosifica e vulcanologia di Roma. Diversi residenti delle zone costiere hanno lasciato le loro abitazioni per paura del maremoto

di Redazione
17 marzo 2020
09:33

Sono state 23 le scosse che l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato questa notte - delle quali sette di magnitudo superiore a 2 - al largo della costa calabra sud occidentale.

Lo sciame sismico

Il più forte ha avuto una magnitudo 3.9 alle ore 1:52 con epicentro a 7 chilometri da Nocera Terinese (Catanzaro) e Serra d’Aiello (Cosenza) e ipocentro a 33 km di profondità. Le altre scosse più intense hanno avuto magnitudo 3.4 all’1:55 e 3.5 alle 2:02, quindi altre di magnitudo 2.1, 2.7, 2.5 e 2.3. Gli altri movimenti tellurici rilevati hanno avuto una magnitudo inferiore a 2.

Gente in auto per paura dello tsunami

Tanta paura e gente in strada ma nessun danno è stato al momento registrato. In molte circostanze il panico è stato scatenato da messaggi su social e whatsapp nei quali si parlava di rischio tsunami ed eruzione straordinaria dello Stromboli. Notizie ovviamente non accertate né tantomeno diffuse dalla Protezione civile ma che hanno generato il fuggi fuggi in auto di diversi residenti delle zone marine. Tante persone hanno scelto di trascorrere la notte in macchina.

 

I terremoti in Calabria

Lo sciame sismico che si protrae da mesi in Calabria divide  in tre la regione: la Presila Catanzarese, la fascia ionica tra Catanzarese e Crotonese e l’area del Cosentino, provocando panico tra i cittadini e, fortunatamente, danni limitati. I movimenti tellurici registrati nella seconda metà del 2019 non si sono interrotti con il nuovo anno.

 

La prima zona ad essere colpita dagli eventi più recenti è stata la Presila Catanzaresedove una scossa di magnitudo 4.0 che si è verificata il 17 gennaio scorso. I giorni successivi sono stati caratterizzati da uno sciame sismico intenso, particolarmente complesso perché i terremoti sono stati registrati in superficie e, quindi, sono stati sempre avvertiti dalla popolazione. L’area è ora monitorata da alcuni sismografi con cui gli esperti dell'Ingv stanno seguendo l’evoluzione.

   

Più breve la sequenza che ha coinvolto la fascia ionica dell’Alto Ionio Catanzarese, con una serie di scosse scatenate da un movimento di magnitudo 3.4 avvenuto l’11 febbraio. Uno sciame sismico si è attivato dai primi giorni di febbraio, nell’area di Cirò Marina, nel Crotonese.

 

Nella provincia di Cosenza, a cavallo con l’area catanzarese, lungo la fascia tirrenica, si registra un’altra area coinvolta da ripetuti terremoti.

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